No green pass, solito blocco stradale del sabato. Ma quanti sono davvero i genovesi?

In piazza circa mille persone, molte delle quali non liguri. Bellicose dichiarazioni di Stefano Puzzer – in visita alla Superba – leader del gruppo dei portuali Clpt di Trieste, un gruppo così piccolo che per dichiarare lo sciopero nella città del Friuli Venezia Giulia ha dovuto appoggiarsi al sindacato Fisi di Ercolano che ha nella segreteria l’ex candidato Fiamma Tricolore e CasaPound Pasquale Bacco. Non è un caso che il Calp Genovese abbia preso vigorosamente le distanze e che al presidio del varco Etiopia, quando è stato sgomberato dalla polizia, ci fossero appena tre lavoratori portuali. Oggi, in piazza, solo pochi portuali del Psa e qualche sindacalista Cub di Amt

Autore di una doccia scozzese fatta di sorrisi a favor di cellulare per i selfie in modalità Salvini e dichiarazioni bellicose per il futuro prossimo della lotta che indossa i panni della nonna di Cappuccetto Rosso, quelli della contrarietà al covid pass per trascinare (sempre meno) chi si affida a fantasiosi proclami via Telegram e via social. Obiettivo dichiarato :«Colpire l’economia». Ma non tutta (come se fosse possibile e a come se bloccare i porti non fosse danneggiare tutta la filiera e i lavoratori che ne fanno parte, , quella «di chi pensa di governare il Paese – ha detto, oggi, Puzzer. La realtà, oggi, in piazza Matteotti, – e invece ha perso la visione della realtà». La realtà, oggi, in piazza Matteotti, è stata quella di una piccola folla composta di una parte di genovesi o liguri (ad esempio spezzini) e tanti, tantissimi che parlavano con l’inflessione di altre regioni: da quelle del nord est, alla Lombardia, alla Toscana. Proprio una manifestante toscana, dicendo di essere molto legata a Trieste, è inciampata – sul palco allestito davanti alla porta di palazzo Ducale – sul nome, sacro a Genova, dello storico leader della Culmv Paride Batini.

Così il Calp, il collettivo genovese dei lavoratori portuali, si è espresso qualche giorno fa sulla propria bacheca.

Oltre al gruppetto dei portuali Psa (la totalità sta lottando per il rinnovo del contratto integrativo e da subito l’azienda ha pagato di tasca propria i tamponi per lasciare il tempo ai lavoratori di mettersi in regola con il green pass) in piazza, oggi, solo i Cub di Amt. È bene dire che anche la protesta dell’autotrasporto è stata un fiasco: dopo i primi giorni di incidenza al 5% sul servizio provinciale e pari allo zero nel servizio cittadino, la situazione si è totalmente normalizzata, fatta eccezione per qualche corsa del trenino di Casella sostituita dal bus.

Eppure i disagi per i cittadini sono frequenti e ripetuti. Alla manifestazione sono stati annunciati il disagi prossimi venturi per una città vaccinata con almeno una dose al 90%: quelli di mercoledì 3 novembre in via Bobbio davanti all’Amt dove si terrà un presidio e quelli di giovedì 4 novembre, in luogo ancora da scegliere. Non è improbabile che appaiano i soliti non genovesi a rinforzare una protesta locale di esigua consistenza. E, intanto, “Libera Piazza Genova” (poco più di 3mila iscritti su Telegram, ovviamente non solo genovesi) sembra sempre più un partito politico pronto per le prossime elezioni comunali.

Alle 18:30 il corteo con lo striscione dedicato ai portuali (ma con pochi portuali genovesi e gente che parlava al megafono con accenti toscani e friulani rubando gli slogan storici dei lavoratori Ilva) che oggi ha bloccato di nuovo la città per il quindicesimo sabato consecutivo si è sciolto.

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