“Mai più fascismi”: in 200 mila a Roma, 2mila da Genova e dalla Liguria

La manifestazione una settimana dopo l’assalto dei no green pass di ultradestra. Corteo con slogan e striscioni antifascisti mentre gli automobilisti segnalano a colpi di clacson l’approvazione alla manifestazione che ha visto l’adesione anche di diverse associazioni, come il Movimento Arcobaleno e le organizzazioni dei disabili oltre, naturalmente, all’Anpi. Ministri e politici in piazza. I sindacati chiedono di sciogliere i partiti neofascisti e di rimanere ancorati ai valori della Costituzione. Durante la manifestazione attacco hacker alla rete Cgil

Sono partiti da Genova di notte, sui pullman, per raggiungere Roma. Tanti militanti di Cgil, Cisl e Uil, ma anche politici e associazionismo: in tutto circa 2mila. Li hanno trovato un fiume di persone che ha voluto dire forte e chiaro “No ai fascismi”, alla violenza, a quello a cui l’assalto alla sede della Cgil di sabato scorso (ma forse il vero obiettivo erano i palazzi delle istituzioni) voleva dare l’avvio. Il mega corteo è partito da piazza dell’Esquilino per raggiungere piazza San Giovanni dove era allestito il palco da cui hanno parlato i segretari confederali. La Cgil si è dotata di manine di plastica che, scrollate, fanno il rumore dell’applauso. Tanti gli striscioni: “Mai più fascismi”, “La Cgil resiste! Mai più fascismo”, “Siamo tutti antifascisti”, “Vaccinato dal 25 aprile 1945”, “Noi con i fascisti abbiamo finito di parlare il 25 aprile 1945”.

In piazza i ministri Speranza, Franceschini, Orlando, Di Maio, poi l’ex premier Conte, il segretario Pd Enrico Letta, Massimo D’Alema, gli ex segretari Cgil Sergio Cofferati e Susanna Camusso, Leoluca Orlando, Teresa Bellanova di Italia dei Valori, Elio Vito di Forza Italia.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha detto ieri che la manifestazione indetta dai sindacati in risposta all’assalto alla sede della Cgil a Roma sarebbe “di parte”. Anche Giorgia Meloni non ha partecipato alla manifestazione. A Salvini ha risposto oggi, in piazza, il segretario Cgil Maurizio Landini: «Questa è una manifestazione che difende la democrazia di tutti. Questo è il tema – ha detto -. L’attacco alla Cgil, l’attacco al sindacato è in realtà un attacco alla dignità del lavoro di tutto il Paese. E noi siamo qui non per difendere qualcuno, ma per difendere la democrazia e per estenderla», aggiungendo, poi, che «non è solo una risposta allo squadrismo fascista, è qualcosa di più: questa piazza rappresenta tutta l’Italia che vuole cambiare il Paese, che vuole chiudere la storia della violenza politica. Essere antifascisti si è per garantire la democrazia di tutti e i principi fondamentali della nostra Costituzione. Tutto il governo assuma questa sfida e apra una fase di grande cambiamento sociale», sottolineando che «L’applicazione della Costituzione deve ridiventare la stella polare della riforma e del rilancio del Paese».
«C’è un primo atto che chiediamo, che il governo faccia, con l’appoggio di tutto il Parlamento: le forze che si richiamano al fascismo e usano atti violenti devono essere sciolte. Dalla solidarietà si deve passare all’azione concreta» ha aggiunto Landini dal palco di piazza San Giovanni, sottolineando la necessità di creare un lavoro stabile: «Oggi si è poveri anche lavorando – ha detto -. La lotta per il lavoro, per la democrazia è anche lotta alla povertà. Disagio sociale e precarietà indeboliscono la democrazia. Un tema di cui non dobbiamo scordarci, devono capirlo governo e partiti». Infine ha chiesto «La verità su Regeni».

Sotto: l’intervento integrale di Landini.

Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl ha parlato di «Una giornata importante per una risposta forte, unitaria contro fascismi, estremismi, derive antidemocratiche. Portiamo in piazza le ragioni del lavoro, della partecipazione, valori fondanti della nostra democrazia e della nostra Repubblica. Il mondo del lavoro sarà come sempre un argine. Si proceda velocemente allo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste. L’arco parlamentare e costituzionale sia unito e deciso. È un passo doveroso». Poi è passato al tema dei vaccini: «Cosa si aspetta a rendere obbligatorio l’obbligo vaccinale? Grave che il governo e il Parlamento non l’abbiamo ancora fatto per mera convenienza politica e per nascondere contraddizioni all’interno della maggioranza. È grave che per non affrontare queste contraddizioni si siano scaricate conflitti e divisioni sul mondo del lavoro. Così si rischia di trasformare i luoghi di lavoro in trincee» ricordando che si «riparte con il lavoro» e con «le riforme e gli investimenti concertati. Un campo largo di responsabilità che produca risultati concreti e prosciughi gli stagni in cui si abbeverano le “bestie” degli estremismi». Il leader della Cisl ha lanciato la proposta di un patto per la ripartenza: «Investimenti, lavoro, coesione, partecipazione. Se non ora, quando? Questo è il momento – ha affermato -. Qui sta il Patto che vogliamo. Un grande accordo tra sindacato, istituzioni e impresa. Per uscire dalla crisi manca ancora un tratto di strada, il più difficile, il più importante, quello in cui non sono permessi errori. Riusciremo se lo percorreremo insieme. Caro Governo: insieme. Senza fasi alterne, senza stop and go. Con un nuovo metodo, autenticamente partecipativo. Con un dialogo sociale strutturato, che non si limiti a incontri puramente informativi».
Poi, la frecciata ai sindacati autonomi, sottolineando la responsabilità del sindacato unitario: «Lo abbiamo visto ancora ieri, nella prima giornata del green pass esteso nei luoghi di lavoro. Più di qualcuno ha cercato di soffiare sul fuoco. Lavoratrici e lavoratori hanno risposto dando l’ennesima prova di senso civico». Infine ha rilanciato il tema della necessità di abbassare le tasse per i lavoratori e i pensionati e di fare la riforma della previdenza. «Non c’è solo la sostenibilità economica, c’è anche un problema di sostenibilità sociale», ha affermato.

«Mi aspettavo una grande partecipazione – ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri -. È una giornata importante, qui si riafferma il principio che questo è uno Stato antifascista, che la nostra Costituzione è antifascista. Cgil, Cisl Uil hanno sempre difeso questi principi e valori. Lo faremo anche oggi. Non ci faremo intimidire da aggressioni squadriste. È un’occasione per parlare anche di lavoro, di come ricostruire questo Paese. In questa piazza c’è la nuova Resistenza. La Resistenza che è quella che ha combattuto il fascismo. Vogliamo riaffermare i valori della democrazia, della partecipazione e rifiuto della violenza». Bombardieri ha chiesto di liberalizzare i brevetti dei vaccini: «Non permettiamo che il vaccino determini la nuova geopolitica» sottolineando che i sindacati sono per l’obbligo vaccinale e chiedono tamponi gratuiti. Infine ha toccato il tema degli incidenti sul lavoro: «Quando c’è un incidente sul lavoro, è un attentato alla democrazia – ha detto Bombardieri -. Raggiungiamo l’obiettivo di zero morti» chiedendo che le aziende dove avvengono incidenti vengano escluse dagli appalti pubblici.

Durante la manifestazione la rete Cgil ha subito un attacco hacker «molto strutturato, proveniente da diverse fonti, che sta colpendo tutto il sistema della comunicazione della Cgil, in particolare Collettiva.it. Di conseguenza, sono stati chiusi tutti gli accessi e messo in protezione il sistema». Né da notizia il sindacato con una nota.

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