Manifestazione degli studenti di Medicina: «Da due anni senza tirocini». Ricevuti in Regione

Gli studenti universitari della Facoltà si sono radunati stamattina in piazza De Ferrari e si sono presentati in camice bianco

Oltre 200 studenti hanno chiesto a gran vice che riprendano i tirocini in corsia oltre a una più adeguata organizzazione dei corsi, migliorando anche le comunicazioni che secondo i ragazzi arrivano sempre in zona Cesarini e non permettono una organizzazione positiva.

I ragazzi hanno chiesto ai genovesi di interessarsi del problema. Con lo slogan “Curatevi di chi vi curerà”, hanno spiegato che senza tirocini la preparazione dei medici che ci cureranno domani non sarà completa e a rischiare saranno proprio i pazienti.

Gli studenti sono stati ricevuti in Regione

Piena disponibilità da parte di Regione Liguria a farsi parte attiva nei confronti dell’Università degli Studi di Genova affinché le istanze rappresentate trovino risposta. Questo l’esito dell’incontro che si è svolto presso la sede di Regione tra l’assessore ai Rapporti con l’Università Ilaria Cavo e una rappresentanza degli studenti del quarto e quinto anno della Scuola di Scienze mediche e farmaceutiche scesi in piazza oggi a Genova. Presenti all’incontro anche il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi, il direttore generale del Dipartimento Sanità e Politiche Sociali Francesco Quaglia e il coordinatore della Struttura di Missione per la sanità Giuseppe Profiti.
«Abbiamo recepito e condiviso le istanze rappresentate dagli studenti – afferma l’assessore Cavo – che hanno manifestato questioni cruciali, perché dalla qualità della loro formazione e dalla loro possibilità di fare esperienza in corsia dipende la qualità dei futuri professionisti del nostro sistema sanitario. Ognuno di loro rappresenta la soluzione ad un nostro problema sanitario di domani: prima e meglio si formano questi ragazzi, prima diventeranno una preziosa risorsa per il nostro sistema sanitario. Ad esempio, l’investimento importante realizzato per la riapertura del Centro Trapianti in una regione “anziana” come la Liguria guarda anche in questa direzione: uno studente che si formi in un ospedale dotato anche di un centro trapianti sarà, domani, un chirurgo più preparato e capace. Per questo ci faremo portavoce delle loro istanze verso l’Università, cui per competenza fa capo il loro percorso formativo, con l’obiettivo di traguardare un’estensione della rete formativa, nell’interesse dei liguri e del nostro sistema sanitario».


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