Carrefour, cominciano le chiusure. Serranda abbassata in largo XII Ottobre

Sono 17 i punti vendita in Liguria destinati a chiudere, 150 persone a rischio disoccupazione, 106 negozi a livello nazionale. Le paure dei lavoratori e la preoccupazione dei sindacati si stanno concretizzando

Il cartello posto fuori e tantomeno la serranda abbassata non lasciano campo a interpretazioni: il punto vendita Carrefour di piazza XII Ottobre ha chiuso. Il consiglio è quello di spostarsi nel punto di vico Casana, ma è più probabile che chi arriva lì si fermi prima, alla Coop di Piccapietra e che il gruppo possa perdere clienti.

«Il piano presentato da Carrefour a livello nazionale ha solo un obiettivo: tagliare posti di lavoro con conseguenze pesantissime anche in Liguria con 150 persone a rischio disoccupazione nella nostra regione – aveva avvertito Silvia Avanzino, segretario generale Fisascat Cisl Liguria -. Non c’è assolutamente una volontà di sviluppo, ma semplicemente quella di ridimensionare con la nostra regione che sarebbe fortemente colpita da questo piano dove soltanto le lavoratrici e i lavoratori a pagare il conto».


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«Su 106 punti vendita che Carrefour, a livello nazionale, ha annunciato di cedere a terzi, quindi in franchising, forte è la preoccupazione per i 17 punti vendita liguri con circa 120/150 persone coinvolte – aveva aggiunto Fabio Piccini, responsabile settore commercio Filcams Cgil Genova -. La Liguria è sempre stata lo zoccolo duro dei “diretti” in quanto e’ la regione più performante con il 50 % dell’utile express Italia. Negli ultimi anni l’azienda non ha più investito e riteniamo ci sia un disegno ben preciso che di fatto tende, sul modello Conad, verso un franchising spinto. Mentre Carrefour continua a parlare di sviluppo, nel frattempo continua a cedere punti vendita e a dare incentivi per abbassare il numero di dipendenti a suo carico. Quando si parla di franchising si deve avere chiara una cosa: parliamo di imprenditori troppo spesso non strutturati per garantire tranquillità ai lavoratori che mantengono il posto di lavoro ma perdono come prima cosa il contratto integrativo. La mossa della frammentazione produce inoltre perdita di rappresentatività a livello sindacale e questo è un elemento che alle multinazionali sappiamo fare molto comodo».

Nell’articolo sotto: la posizione della Uiltucs.

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