Di nuovo imbrattata la statua divisiva di Giorgio Parodi a Carignano

La condanna per l’atto vandalico è necessaria in qualsiasi occasione. E i (tanti, a dir la verità) che contestano il manufatto artigianale per motivi politici o meramente estetici (la statua sembra un manufatto cimiteriale degli anni Cinquanta) dovrebbero avviare un percorso politico deciso. L’opposizione, invece, si è limitata a qualche schermaglia iniziale e, come spesso fa, ha poi abbandonato la “causa”. Imbrattarla non fa che consolidare su di essa la tutela “politica”. Basterebbe, per chiedere di rimuoverla, sottolineare il fatto che, come è evidente, divide la popolazione tra chi vuole vedere una divisa del Ventennio e chi non tollera che sia stata installata in area pubblica. In tutto questo, sparisce la figura del Parodi imprenditore, usato come bandiera ideologica dalla maggioranza. E certo la sua memoria non se lo merita

La statua, criticata per motivi politici (è la prima statua a un militare fascista dal 1945 ad oggi) è stata oggetto di censure anche sotto il profilo meramente estetico. Piace a pochi e in tanti si chiedono come sua stata approvata e perché Parodi non sia stato ritratto come imprenditore invece che come militare della Regia Aviazione ai tempi dell’uso dei gas sulla popolazione nelle colonie che hanno fatto migliaia di morti anche tra donne, bambini e anziani

A giugno il monumento al cofondatore della Guzzi, che tante polemiche ha suscitato perché è stato raffigurato con la divisa dell’aviazione ai tempi del fascismo, ha la scritta “10” sulla schiena, come se si trattasse del retro della maglia di un calciatore. Più che un atto di matrice politica, quella volta, sembrava il blitz di un Giamburrasca.

Non si trattava, infatti, di scritte politiche, non c’erano simboli né rivendicazioni. Solo il numero 10 posto al centro della schiena, probabile opera di un monello della zona. Non sembrava scritto con lo spray, ma con un gessetto, un pezzo di mattone o con la stessa terra dell’aiuola. Non sembrava un danno irreversibile, che non si potesse cancellare con un po’ di olio di gomito. E così è stato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: