Gaetano Pesce, mostra diffusa a Genova dedicata all’amico Celant e alla fatica delle donne

Una mostra diffusa con grandi sculture in città e un’importante esposizione antologica a Villa Croce. Sculture all’aperto in piazza Fontane Marose, piazza Matteotti, piazza De Ferrari, parco di Villa Croce. Gaetano Pesce ha opere nelle collezioni permanenti dei più importanti musei al mondo tra cui il MoMa e il Metropolitan Museum di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Museo Vitra in Germania e il Montreal Museum of Art, per citarne alcuni. L’esposizione sarà anche una grande occasione per il turismo culturale in abbinamento alla mostra dedicata a Escher a Palazzo Ducale

Allestita dal Comune di Genova in collaborazione con lo Studio Pesce di New York, la mostra è dedicata dallo stesso artista alla figura di Germano Celant, personaggio dell’arte contemporanea e della cultura recentemente scomparso

Artista, architetto scultore e designer, spezzino di nascita ma ormai stabilmente a New York, dove vive dal 1980, Pesce si è sempre contraddistinto come autore eccentrico ed ecclettico, espressione dell’ala più innovativa e radicale dell’Italian Design degli anni ’60. Principale motore dell’artista è la continua sperimentazione che investe sia le forme, con i suoi oggetti, decisamente materici, che assumono aspetti bizzarri e imprevedibili, sia i materiali, spesso morbidi, leggeri e trasformabili al tatto, perché sono vivi e in movimento, come le resine, il poliuretano, l’elastome e il silicone.

Le opere che ne nascono sono pezzi unici, con una propria individualità che li distingue l’uno dall’altro perché, secondo Pesce “La democrazia deve garantire e proteggere la diversità, non l’uguaglianza”.

La variazione e la pluridisciplinarietà sono gli elementi fondamentali del suo modo di procedere e del suo fare arte, un arte che vuole essere “attiva” per portare un cambio positivo nella società contemporanea.

La mostra intreccia sui i due piani della villa lavori storici e rivisitati, come l’iconica poltrona Up5&6 che si impone nello spazio che accoglie i visitatori al piano terra, con le sue forme antropomorfe ingigantite da dea della fertilità che, nello stesso tempo, denunciano la condizione della donna, ancora oggi vittima di violenze, o Moloch del 1972, una versione macro della celebre lampada da tavolo L1, nata nel 1937 grazie al designer Jacob Jacobsen, con i lavori più recenti come le Pelli (Industrial Skin) in resina sottile come uno strato di epidermide, appesi al soffitto della grande stanza decorata al primo piano, i Vasi, che sembrano sciogliersi come cera colorata fusa, i tavoli e le sedie, alcune come la serie Pratt chair iniziate già negli anni ‘80 e le lampade, il Pulcinella e la Donna applique di papier maché ricoperto di resina poliuretanica.

Genova offre una scenografia eccezionale e arriveranno in tanti da fuori Genova e persino dall’estero per vedere questa e la mostra di Escher, in contemporanea.

Si chiamano Up di stracci giganteSedia portaritratti Maestà tradita, le tre gigantesche opere di Gaetano Pesce installate in altrettante piazze del centro cittadino e che costituiscono la parte open della mostra dell’artista In ricordo di un amico, che inaugura domani a Villa Croce.

Le tre installazioni, delle quali segue didascalia, sono state presentate questa mattina dall’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso e dal Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

«In ricordo di un amico è una personale di uno dei principali artisti contemporanei e si articola in due settori. Oltre a queste opere monumentali in esterno, inauguriamo un allestimento al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, dove tra l’altro è stata installata un’altra opera gigante inedita, realizzata nel periodo del lockdown e che Gaetano Pesce ha deciso di esporre per la prima volta, in onore della Liguria e dell’amico Germano Celant, un altro grande personaggio della cultura contemporanea, recentemente scomparso» ha spiegato l’assessore Barbara Grosso.

«Una mostra che celebra un grande ligure, un protagonista dell’arte e del design italiano nel mondo, e che, allo stesso tempo, conferma la centralità e la vitalità culturale di Genova – ha commentato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – una città che sta dimostrando di essere protagonista, di essere capace di cogliere lo slancio e le opportunità della ripartenza, dopo i mesi più difficili della pandemia. Allo stesso tempo questa esposizione, capace di aprirsi alla città e coinvolgere il pubblico, di stupire e porre domande, come solo la grande arte sa fare, vuole ricordare un altro grande ligure come Germano Celant, un critico d’arte di primissimo piano, scomparso proprio a causa del Covid, nella primissima fase della pandemia».

Ecco le didascalie delle opere. Si ricorda ai colleghi giornalisti la presentazione della mostra, domani h 11 a Villa Croce

UP DI STRACCI GIGANTE (2016) è esposta in piazza De Ferrari ed è una versione fuori scala della celebre UP5&6. Un’altra versione, di dimensioni più ridotte, è esposta al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce nella mostra di Gaetano Pesce. In ricordo di un amico.

La UP5 e il pouf Up6, nati nel 1969 dalla collaborazione con l’azienda C&B (ora B&B Italia) sono gli oggetti più iconici creati da Gaetano Pesce, vero manifesto del design radicale e del made in Italy degli anni ’60-‘70.

Le due sedute fanno parte della serie cult UP, costituita da sette diversi modelli di poltrone in schiuma poliuretanica, materiale leggero e modificabile.

SEDIA PORTARITRATTI (2017) è esposta in piazza Matteotti. Secondo Gaetano Pesce, il design deve essere uno strumento di denuncia che interviene sulla società. Sedia Portaritratti è una delle opere che trattano il tema dell’uguaglianza e della valorizzazione delle differenze. L’installazione è un omaggio alla diversità, uno dei punti cardini della ricerca di Pesce, per cui la unicità, “l’errore” è fonte di arricchimento. Una sfida e una rivolta contro la standardizzazionee la globalizzazione perché “Gli uguali non comunicano, invece lo fanno i diversi”

MAESTÀ TRADITA (2016) è esposta in piazza Fontane Marose. La grande installazione, che si ispira alle grandi pale delle Madonne in trono della tradizione artistica italiana, intende essere “un monumento alla ‘liberazione’ femminile e del femminile, testo di accusa e manifesto di una nuova civiltà, condanna per un mondo maschile che continua a tradire, offendere e violentare la sacralità del corpo femminile, costringendo la donna a sopportare esperienze di mercificazione, manipolazione ed emarginazione insopportabile”.

Vediamo infatti una figura avvolta in un pesante mantello che siede su un trono. A fianco una sfera metallica è legata alla caviglia sinistra della donna. La sfera ricorda il pouf della seduta Up, che si può ammirare, in versione ricoperta di stracci, in piazza De Ferrari.


Inaugurazione: 23 settembre 2021, ore 17 – Museo d’arte contemporanea di Villa Croce 

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