Un altro morto sul lavoro, domani sciopero del comparto edile

Edilizia edili cantiere cantieri

Dopo il decesso dell’operaio in via Cecchi, le segreterie di Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil proclamano per domani, giovedì 16 settembre 2021 otto ore di sciopero del comparto edile genovese per chiedere maggiore sicurezza sul lavoro

I segretari generali Mirko Trapasso, Andrea Tafaria e Federico Pezzoli si chiedono cosa ancora debba accadere in questo Paese affinché la sicurezza sul lavoro diventi una priorità di tutti «Oggi piangiamo l’ennesima morte sul lavoro di un lavoratore edile: è ora di dire basta a questa tragica mattanza che ogni giorno si rinnova»

Durante lo sciopero si terrà un presidio alle 10 sotto la Prefettura di Genova dove le Segreterie sindacali chiederanno di essere ricevute per portare il problema della sicurezza all’attenzione della città e del Governo.

«È necessaria una presa di responsabilità forte da parte di istituzioni e politica e soprattutto di investire risorse sull’aumento di ispettori, formazione e prevenzione, e in maggiori controlli –  concludono i segretari – condizioni senza le quali la sicurezza sul lavoro non è garantita».

«La misura è colma, un altro lavoratore questa sera non tornerà alla sua famiglia, non siamo più un paese civile» queste le prime dichiarazioni di Igor Magni, segretario generale della Camera del Lavoro e Federico Pezzoli, segretario generale Fillea Cgil Genova e Liguria alla notizia dell’ennesimo infortunio mortale sul
lavoro accaduto questa mattina a Genova.

«Cgil e Fillea si stringono alla famiglia della vittima e inviano le proprie condoglianze ai colleghi e chiedono a istituzioni e politica di investire sulla sicurezza sul lavoro. Da tempo chiediamo risposte al Governo per vincere questa battaglia, che si può combattere solo con investimenti sulle condizioni di lavoro e sulla sua qualità» dichiara Igor Magni.

«L’edilizia è un settore martoriato dagli infortuni e da tempo chiediamo maggiori investimenti per il controllo dei cantieri – aggiunge Pezzoli – la sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un diritto di tutto il mondo del lavoro”.
Pezzoli punta il dito sulla carenza di risorse e sulla formazione, ancora troppo spesso relegata ad un mero adempimento formale “Se da un lato il proliferare del numero dei cantieri grazie ai vari bonus e agevolazioni è una buona notizia per il comparto, dall’altro è altrettanto vero che la possibilità per un cantiere di essere visitato
da un ispettore diventa ancora più remota».

«Un morto sul lavoro anche oggi, a Genova un’altra tragedia che si consuma ormai come rappresentazione quotidiana alla quale non ci si può abituare – dicono Fabio Servidei, segretario organizzativo Uil Liguria, Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova e Mirko Trapasso, segretario generale Feneal Uil Liguria -. Un operaio di 54 anni dell’impresa SP Servizi Ponteggi, che opera in subappalto, inquadrato con contratto metalmeccanico, perde la vita in pochi istanti, una vita che forse poteva essere protetta e salvata. Una persona che non tornerà più a casa dai suoi cari. L’operaio è morto sul colpo, dopo essere precipitato da un’ impalcatura nel centro di Genova, non in un posto sperduto dove le misure di sicurezza possono essere facilmente eluse, ma davanti agli occhi distratti di istituzioni, imprese e Asl. Non un numero ma una persona che si aggiunge all’esercito dei caduti sul lavoro. In un momento in cui l’edilizia registra una grossa ripresa, occorre prestare maggiore attenzione e mettere in campo tutta la formazione possibile. Nonostante le continue campagne di sensibilizzazione che, come sindacato, portiamo avanti nei luoghi del lavoro, ancora scarsa è l’attenzione delle imprese in termini di cultura alla prevenzione. Pochi controlli, personale addetto alle verifiche insufficiente e sanzioni ancora troppo blande sono le cause degli incidenti e dei decessi nei luoghi del lavoro. La Uil chiede con forza che salute e sicurezza, così come la prevenzione agli infortuni, siano al centro dell’agenda politica locale prima, dopo e durante le elezioni. Occorre rivedersi insieme alle istituzioni per dare gambe alle tante parole che sono state spese nel corso delle riunioni in Prefettura».

Sotto: la posizione di Cisl, pubblicata questa mattina poche decine di minuti dopo il tragico incidente.

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