Digos e Postale indagano su minacce di morte a Toti su chat Telegram

8, per ora, gli indagati per minacce. La Procura conta di riunire i vari fascicoli aperti per contestare stalking e istigazione a delinquere. Solo i “duri” vengono fatti accedere (dopo passaggi da un canale Telegram all’altro per scremare gli “inaffidabili) alle chat “operative”, dove si organizzano presidi, sabotaggi delle campagne vaccinali e occupazione dei binari, iniziativa, quest’ultima, miseramente fallita a Genova con soli 10 presenti a Principe

“Verrai ammazzato”, “Il prossimo della lista sei tu”, “Farti fuori è poco”, “Al muro anche lui”: con questi commenti venivano postati, nelle chat Telegram dei no covid pass, i post di Toti o gli articoli che lo riguardavano.

La Digos e la Polizia Postale indagano sulle minacce di morte dirette al presidente della Regione Giovanni Toti

L’ammissione alle chat più “roventi” avviene solo dopo una serie di passaggi in chat meno aggressive dove i potenziali organizzatori e partecipanti di iniziative di dissenso anche molto “forti” vengono scelti. Chi partecipa alle chat ha ruoli precisi, da “guardiani” a “guerrieri”.

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