Artejeans: una grande donazione per un progetto internazionale

Un progetto reso possibile grazie alla generosità degli artisti i quali, su invito dell’Associazione Artejeans, hanno donato le loro opere ai Musei Civici di Genova per creare un’insolita e straordinaria collezione di arte contemporanea, basata proprio sul telo che prende il nome da Genova. Il jeans, presente nella Superba sin dal Medioevo, ha accompagnato la storia della città che l’ha utilizzato per gli abiti da lavoro, come tela per dipingere opere d’arte e che oggi lo celebra come orgoglio tutto genovese

Nasce così ArteJeans, una grande mostra collettiva che, dal 2 al 30 settembre, esporrà al Metelino le opere di Simone Berti, Alberto Biasi, Tomaso Binga, Henrick Blomqvist, Enzo Cacciola, Pierluigi Calignano, Letizia Cariello, Roberto Coda Zabetta, Maurizio Donzelli, Ulrich Egger, Ettore Favini, Giovanni Gaggia, Goldshmied&Chiari, Riccardo Guarneri, Emilio Isgrò, Ugo La Pietra, Marco Lodola E Giovanna Fra, Claudia Losi, Carolina Mazzolari, Ugo Nespolo, Giovanni Ozzola, Valentina Palazzari, Gioni David Parra, Francesca Pasquali, Gabriele Picco, Pino Pinelli, Fabrizio Plessi, Gianni Politi, Laura Renna, Marta Spagnoli, Vedovamazzei-Serena Vestrucci, Cesare Viel, Gianfranco Zappettini.

«Sono grata a questi artisti, nomi importanti nel panorama italiano, per aver liberamente donato le loro opere: uno sforzo collettivo che darà vita a un progetto continuativo all’estero, con gli artisti protagonisti, come nostra bandiera. È nata qui l’Arte Povera, un movimento tra i più apprezzati oggi a livello mondiale, è nato qui uno dei più grandi critici d’arte, Germano Celant e, grazie all’associazione Artejeans, nascerà qui un grande movimento artistico dedicato al jeans. Noi crediamo e investiamo nell’arte contemporanea. È nelle nostre corde guardare al futuro e pensarlo» dichiara l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso, che ha incaricato Francesca Centurione Scotto Boschieri, ambasciatrice di Genova nel mondo e referente di progetti culturali internazionali, di dare corso all’idea, proposta dalla stessa Boschieri nel 2019, di utilizzare il jeans come comune denominatore per creare un nucleo di opere di arte contemporanee da donare a Genova.

«Manuela Arata è venuta a Londra per parlarmi del Festival GenovaJeans, un suo progetto che prevedeva anche un museo archivio sulla storia del jeans, con fotografie e documenti. Ho pensato che non si potesse guardare solo al passato, ma che fosse necessario dare all’evento un respiro contemporaneo, rivolto al futuro – spiega Francesca Centurione Scotto Boschieri – Ho pensato a un concept internazionale e ho quindi coinvolto una delle più importanti galleriste italiane, Ursula Casamonti di Tornabuoni Arte. Gli artisti esporranno anche all’estero in un tour che partirà dall’America nel 2022. E all’estero faremo una call for action per mandare opere d’arte declinate su telo jeans, alla città di Genova. Il museo di oggi non è statico, è osmotico, in movimento mondiale. Il luogo è solo un approdo, e se sarà il Metelino, l’amministrazione comunale avrà di che vantarsene. Ci vogliono spazi nuovi e grandi per l’arte, da vivere, per i giovani, e bisogna credere fino in fondo che l’arte contemporanea sia in grado di cambiare intere città. Perché è il futuro».

«Ho accettato con entusiasmo di partecipare a questo progetto – aggiunge Ursula Casamonti – Dal punto di vista organizzativo, ho deciso di inviare un telo jeans di 1.80×2, offerto da Candiani Denim a tutti gli artisti, che mai avevano lavorato con il jeans, invitandoli a cimentarsi e anche un po’ a divertirsi con il telo più libero del mondo. Gli artisti sono stati selezionati da un comitato critico composto da Ilaria Bignotti, Luciano Caprile e Laura Garbarino, che ringrazio, unitamente alla nostra coordinatrice Carolina Latour – dice ancora Casamonti – Il jeans è Genova, e gli artisti hanno così aiutato un’intera città nel difficile percorso di risollevarsi dopo la ferita di Ponte Morandi. La loro risposta è stata entusiasmante e le polemiche che ci sono state sono già dissolte perché abbiamo chiarito, se ce ne fosse mai stato bisogno, la bontà del progetto. Gli artisti chiedono sempre chiarezza e mettono l’eticità al centro. Avevano bisogno di risposte che potevamo dare, dato che il nostro progetto è una donazione che ci vede coinvolte in modo del tutto volontario».

L’associazione Artejeans nasce a Londra su idea e per volontà di Francesca Centurione Scotto Boschieri (ambasciatrice di Genova nel mondo e ideatrice di progetti culturali) e di Ursula Casamonti (Tornabuoni Arte).

Comitato critico: Ilaria Bignotti, Luciano Caprile, Laura Garbarino. Coordinamento organizzativo: Carolina Latour

Il fine primario dell’associazione senza fini di lucro, fondata nel 2021 anche a Firenze, è di promuovere il telo jeans in maniera artistica, di selezionare un gruppo di artisti nazionali e internazionali che si cimentino con questo materiale, per creare una collezione permanente di opere su tela jeans da donare a Genova, e di organizzare eventi per la loro promozione in vari paesi del mondo, a partire dall’America, a Uk, alla Cina e nell’ambito del festival del jeans diretto da Manuela Arata.

Il progetto, ideato e coordinato nelle relazioni con il Comune di Genova da Francesca Centurione Scotto, su mandato dell’assessore Barbara Grosso, è inserito anche nei progetti ancillari degli ambasciatori di Genova nel mondo.

È stato inserito nell’ambito della più grande manifestazione di Manuela Arata, GenovaJeans, con il quale l’associazione collabora strettamente, ma è autonomo dal festival stesso, muovendosi in ambiti internazionali e tempistiche diverse.

Il 3 ottobre scorso l’associazione ha creato un evento di lancio della prima donazione di 24 artisti e 26 opere, che sono state ospitate ed esposte al Museo di Vila Croce nell’ambito della mostra plurima, Autunno in blu.

Di concerto con il St.George’s club, la Fondazione Francesca Rava e gli ambasciatori di Genova nel mondo, si è svolta una giornata di charity con più di trecento partecipanti, durante la quale sono stati raccolti 10mila euro, grazie soprattutto alla messa in asta di tre opere donate da Enzo Cacciola, Gioni David Parra e dalla fotografa Simona Gasperini.

Questi introiti, raccolti dalla Fondazione Francesca Rava, sono stati in parte utilizzati per sostenere un ambulatorio in via Prè e in parte sono stati donati a GenovaJeans per i suoi progetti futuri.

Tutta la manifestazione, che ha ottenuto un’ottima copertura mediatica, è stata autofinanziata e tutti coloro che hanno contribuito alla sua riuscita, dai curatori al comitato organizzativo, hanno dedicato il loro tempo volontariamente.

Il 10 giugno scorso, in collaborazione con l’Accademia ligustica di Belle Arti, ArteJeans ha presentato l’incredibile installazione Tréssa di Francesca Pasquali, che già aveva donato un’opera alla città e che, in un entusiasmante workshop con gli studenti, ha creato 30 liane di jeans lunghe 14 metri. L’opera, anch’essa donata per il futuro museo del jeans, verrà riallestita al Metelino e, successivamente, verrà trasformata in un ponte.

Artejeans ha curato due cataloghi su queste esposizioni, in inglese: “Artejeans, storia di un mito nelle trame dell’arte contemporanea” 2020, Sagep editore e “Artejenas, storia di un mito nelle trame dell’arte contemporanea” 2021, Vanilla edizioni.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: