Consigliere Fdi in Municipio sulla morte di Strada: «Uno di meno». Il Pd chiede le dimissioni

Igor D’Onofrio, avvocato, consigliere del Medio Levante, scrivendo sulla bacheca di un collega si era espresso così in una discussione a proposito del fondatore di Emergency: «Onore ai martiri caduti per mano criminale, per mano comunista! Uno di meno! NOBIS»

Non vogliamo dare per scontato che D’Onofrio colleghi la sua prima frase con la seconda, ma vogliamo comunque ricordare che il riferimento alla chiave inglese e ai picchiatori di estrema sinistra ricorrente dalla morte del medico su bacheche social e messaggerie varie con cui si accusa Gino Strada di essere stato un sessantottino comunista violento, riportarono alla memoria l’omicidio di un giovane studente di destra, Sergio Ramelli, ucciso a Milano nel 1975 da un gruppo di giovani armati di chiave inglese Hazet 36. In quel periodo, Gino Strada frequentava la facoltà di Medicina presso la Statale di Milano e faceva parte del Movimento Studentesco, un’organizzazione extraparlamentare di sinistra. Non c’era però, alcun collegamento tra il futuro fondatore di Emergency e l’organizzazione studentesca di cui Strada faceva parte, con l’omicidio di Sergio Ramelli, visto che le indagini condotte portarono all’individuazione dei colpevoli appartenenti questi, al servizio d’ordine di un altro gruppo extraparlamentare di estrema sinistra, Avanguardia operaia. Le stesse cose furono ripetute nel 2004 da Gigi Moncalvo, all’epoca direttore della Padania in TV a “porta a porta” da Bruno vespa. Nel 2007 Moncalvo fu condannato dal tribunale di Roma a pagare Gino Strada ed Emergency a ben 150mila euro di risarcimento danni.

Il commento è stato, poi, rimosso. Lo stesso D’Onofrio spiega perché.

«Apprendiamo con sconcerto e indignazione che il consigliere di Fratelli d’Italia nel Municipio VIII Medio Levante Igor D’Onofrio abbia inteso salutare la morte di Gino Strada con le parole: “Uno di meno” unite da vario ciarpame fascista – recita un comunicato del Pd (gruppo comunale e gruppo del municipio Medio Levante). Il contegno del consigliere D’Onofrio, peraltro non nuovo ad atteggiamenti del genere, non è compatibile con la rappresentanza della cittadinanza e delle istituzioni genovesi. Chiediamo le sue dimissioni, e chiediamo che Fratelli d’Italia e il sindaco Marco Bucci si dissocino dalla volgarità estremista del loro consigliere prendendo le dovute distanze e pretendendo le sue dimissioni».

D’Onofrio era uscito dalla Lega nel marzo 2019, come aveva ratificato il commissario Alessio Piana spiegando che la segreteria provinciale aveva accettato le dimissioni del consigliere del Medio Levante. «Le dichiarazioni espresse a mezzo Facebook, come ribadito personalmente al consigliere D’Onofrio, non rispecchiano i valori e la storia del nostro movimento: noi guardiamo avanti e non al passato> aveva detto Piana.

Le polemiche erano nate dopo che D’Onofrio aveva postato sui social un articolo de “Il Secolo d’Italia” sulla costituzione dei Fasci di combattimento con alcune sue considerazioni constestate da Anpi, Cgil e Pd, ma anche da diversi leghisti sulle loro bacheche social.

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