Parco nazionale di Portofino, Legambiente a Cingolani: «Incontri le associazioni per un percorso condiviso»

L’associazione al Ministro: «La proposta di istituire immediatamente un parco nazionale che gestisca anche l’Area marina protetta in un unico ente gestore, diversamente ad esempio da quanto accade alle Cinque Terre, può essere una innovazione condivisibile perché può garantire una più efficace gestione amministrativa. Una proposta che le associazioni ambientaliste provarono a praticare nella modifica della legge 394/ 1991 che purtroppo non si è realizzata»

«Il problema della discussione in atto per il Parco Nazionale di Portofino – spiega Santo Grammatico, presidente Legambiente Liguria – è che si continua un percorso istituzionale che propone un “parco francobollo” con l’entroterra sostanzialmente escluso dalla perimetrazione e senza alcuna garanzia che, dopo il ricorso al TAR, si possa ampliare il Parco. Non sono accettabili ulteriori giochini sulla mancanza di coinvolgimento da parte dei sindaci che dal 2017 a oggi hanno avuto il modo e il tempo per dare il loro contributo. Peccato che si siano concentrati su come fermare l’avvio del parco anziché farlo funzionare».

«Sabato ci auguriamo il Ministro Cingolani possa trovare una soluzione al perimetro che deve tenere conto di un approccio scientifico e naturalistico e non politico – aggiunge Antonio Nicoletti, Responsabile Aree protette e Biodiversità di Legambiente – Si cominci a discutere delle regole del Parco anziché insistere sui titoli di progetti. Al Ministro Cingolani proponiamo di incontrare anche le associazioni per condividere in un percorso pubblico l’idea di un parco socialmente accettabile e scientificamente corretto, anche per superare l’immagjne del “parco francobollo. Un tavolo di condivisione con gli enti locali e le associazioni è una scelta di maturità che toglie di mezzo ipotesi irrealizzabili e personalismi che frenano la nascita urgente del parco».

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