Piantagione di cannabis con mille piante scoperta dalla Guardia di Finanza

Era nascosta in una valle impervia del ponente, occultata da fitta vegetazione. Avrebbe fruttato, una volta immessa sul mercato la marijuana, centinaia di migliaia di euro. L'”agricoltore” ha tentata di spacciarla per una piantagione ad uso tessile (cannabis sativa), ma le piantine, analizzate, si rivelavano cannabis indica contenenti un’alta concentrazione di THC

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Imperia hanno eseguito nei giorni scorsi un’operazione che ha permesso di sequestrare complessivamente quasi 1000 piante di marijuana di diversa tipologia ed altezza.

Nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei fenomeni illeciti una pattuglia della Compagnia di Imperia notava, in San Bartolomeo al Mare (IM), un soggetto, residente a Milano, che stava caricando sulla sua auto alcune piante di Marijuana sistemate in vasi. Il soggetto, gravato da numerosi precedenti specifici, su disposizione del P.M. di turno, veniva denunciato a piede libero per il reato di produzione di sostanze stupefacenti di cui all’art 73 del DPR309/90.

Gli sviluppi investigativi facevano emergere fondati elementi circa l’esistenza di una vera e propria piantagione di marijuana allestita dal soggetto in un’area boschiva nei pressi di Villa Faraldi (IM) e, infatti, successivi accertamenti, permettevano di rinvenire circa 1.000 piante di varie misure e dimensioni, coltivate in terrazzamenti, situata in un punto difficilmente raggiungibile perché posto in una località molto impervia, occultata da fitta vegetazione. La piantagione, alimentata mediante un sistema di irrigazione a goccia, avrebbe fruttato, una volta immessa sul mercato la marijuana, centinaia di migliaia di euro.

Il P.M. di turno, in attesa dell’esito delle analisi chimiche disposte sui campioni delle piante, in considerazione del fatto che il soggetto aveva dichiarato che le stesse provenivano da semi con THC legale (cosiddetta cannabis sativa, destinata perlopiù all’uso tessile) disponeva il sequestro dell’intera area coltivata e di 966 piante di marijuana.

Le successive analisi chimiche sui campioni prelevati dalle piante effettuate dal laboratorio dell’ARPAL di Imperia evidenziavano livelli di THC, notevolmente superiori alla percentuale consentita, che facevano chiaramente rientrare le piante tra quelle a THC prevalente, ovvero Canapa da droga, sottospecie Indica.

Per monitorare la piantagione, in attesa di procedere all’estirpazione ed alla distruzione delle piante, venivano predisposti mirati servizi di osservazione che, in data 24 luglio u.s., permettevano di cogliere in flagranza di reato l’indagato mentre cercava di prelevare la sostanza stupefacente. Inoltre, in un casolare, situato nei pressi della piantagione ed utilizzato dall’indagato quale deposito, si rinvenivano tre sacchi di nylon contenenti 15,77 kg di marijuana proveniente da piante già recise in violazione dei sigilli. La successiva perquisizione dell’autovettura consentiva, altresì, di rinvenire materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente (sacchetti di plastica trasparente, bilancino di precisione e macchina da sottovuoto per chiudere i sacchetti) e 1.600 euro in contanti. Alla luce di tali risultanze, il responsabile veniva tratto in arresto e tradotto presso il carcere di Imperia. IL GIP successivamente convalidava l’arresto e disponeva per l’indagato il divieto di dimora nella Provincia di Imperia.

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