Nuova banda di pusher si scontra coi “colleghi” storici. Alta tensione nei carruggi. Sottoripa nel degrado

Commercianti esasperati. La rissa di qualche sera, col fuggi fuggi dei clienti dai dehors davanti alle botte e ai fendenti con cocci di bottiglia (uno dei contendenti è rimasto ferito), è la punta dell’iceberg di una situazione che si sta facendo sempre più preoccupante. Ieri i Carabinieri della stazione Maddalena hanno arrestato un altro spacciatore e in due settimane sono quasi una decina. Gli “storici” non si pestano i piedi tra loro (anzi, si prestano pure la merce a vicenda), ma nel centro storico è arrivato un manipolo di giovani con la pretesa di conquistare il territorio

Situazione ad alta tensione nella città vecchia. Gli interventi di recupero urbano hanno già il fiato corto. Si segnala già chi vende alcol fino alle 2 di notte, oltre al ritorno in massa della varia umanità che ha ripreso a stazionare sotto le antiche volte per metà appena recuperate e per l’altra metà in via di recupero. Per qualche tempo il pressing delle divise aveva tenuto, ma da diverse settimane la situazione sta degenerando in maniera esponenziale e i problemi di quell’area e di quella alle spalle, insieme a quelli di Prè, si stanno irradiando a tutto il centro storico.

I Carabinieri della stazione Maddalena stanno arrestando pusher a ripetizione: in due settimane sono ormai una decina. Nel pomeriggio di ieri un 25enne nigeriano, pregiudicato e senza fissa dimora, è stato arrestato in flagranza. Il giovane è stato fermato nel centro storico, dove è stato sorpreso dai militari mentre stava cedendo alcune dosi di “cocaina crack” ad un 32enne genovese. L’acquirente dello stupefacente è stato invece segnalato amministrativamente alla Prefettura. Stamattina, al processo per direttissima, per l’uomo è stato deciso il divieto di dimora. Se tornerà a Genova le forze dell’Ordine potranno chiedere l’aggravamento della misura che lo porterebbe in carcere.

I pusher nigeriani stanno tornando alla spicciolata dopo che è stata sgominata, diverso tempo fa, l’associazione di stampo mafioso che aveva il controllo del territorio ed composta da loro connazionali. Il ragazzo arrestato ieri è già stato pescato un paio di volte a spacciare. Contattato dal cliente italiano si è infilato in un negozio di artigianato alimentare etnico che però, malgrado le frequentazioni, è sempre risultato estraneo allo spaccio. Probabilmente, all’interno dell’esercizio, lo spacciatore si è frugato addosso per recuperare le 6 dosi richieste (6 palline di crack) ed è uscito per la consegna sotto gli occhi dei Carabinieri che già lo stavano seguendo.

Il 25enne nigeriano è uno di quelli che ultimamente spacciano per i senegalesi/gambiani (spesso i senegalesi cercano di farsi passare per gambiani, perché chi viene dal Senegal non ha diritto all’asilo politico mentre chi viene dal Gambia sì). Non esiste più una banda di pusher nigeriani, esistono alcuni “cavalli” della Nigeria che spacciano per i senegalesi. Questi ultimi stanno tentando di fare l'”upgrade”, da spacciatori semplici a gestori con uomini alle dipendenze.

Le varie etnie (i pusher italiani agiscono quasi sempre fuori dal centro storico), nella città vecchia da parecchio tempo non si pestano i piedi l’un con l’altro: senegalesi, nigeriani, gambiani e persino nordafricani agiscono sullo stesso territorio che non è “di qualcuno” o gestito da qualcuno. Nello stesso territorio ognuno serve i suoi clienti. E se un cliente chiede una sostanza che un pusher non tratta, questo la chiede a un “collega”. Questo comportamento si è interrotto solo per un breve periodo quando, qualche anno fa, un vecchio pusher magrebino, finita di scontare una lunga pena, era tornato sul territorio, nella zona tra via del Campo e l’ex ghetto, pensando di riprendersela.

Rientrata questa “emergenza”, tutto ha continuato a scorrere nella pace tra gli spacciatori. Ma ora è arrivato un gruppo di giovani magrebini che sta cercando di occupare il territorio che ora è condiviso. Da lì, la rissa in Sottoripa contro gli africani.

I negozianti e gli abitanti sono esasperati. La sera della rissa già alle 19 avevano chiamato il 112 per la presenza di persone ubriache. Ormai succede spesso e non solo la sera. Piazza Caricamento (in particolare i gradini verso le attività della Ripa Maris) è ormai una polveriera.

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