Green pass, Acquario insultato sui social come il Museo Egizio. Ma parte la reazione del milione di liguri vaccinati

Accuse di “razzismo”, minacce di boicottaggio e insulti da parte dei “no covid pass” sulla bacheca social delle vasche genovesi che, come tutte le strutture museali ed espositive, sono obbligate a garantire il rispetto delle normative nazionali. Ma, in risposta alle pressioni social a cui i “no vax”, “no provvedimenti anti contagio”, “no covid pass” sono maestri, i genovesi stanno cominciando a rispondere a tono. La maggioranza silenziosa (quasi un milione di liguri si è già vaccinato) comincia a non essere più tanto silenziosa. E c’è chi sui social comincia anche a contestare le “manifestazioni spontanee” se queste vanno a creare disagi per tutti i cittadini

Botte di “vergogna!”, emoticon disgustate e arrabbiate, assicurazioni di non mettere più piede nella struttura. Gli account che girano per i social a distribuire dissenso sono sempre gli stessi che vagano tra la bacheca del presidente della Regione Giovanni Toti (anche lui insultato perché ha sottolineato l’importanza del green pass) e quelle dei media dove i like sono per le manifestazioni e i commenti critici per i provvedimenti del governo: qualche centinaio, molto dei quali fake (pagine vuote e senza foto) altri riconducibili al manipolo che è sceso in piazza sabato non autorizzato e i cui organizzatori sono stati già denunciati dalla Digos insieme a qualcuno che ha ecceduto tirando sassi alla sede del Secolo XIX e interrompendo il servizio di trasporto pubblico, bloccando il traffico sulla sopraelevata. Circa tremila persone, in gran parte già viste nelle manifestazioni no vax e per l’abolizione delle misure di prevenzione al contagio organizzate da alcuni gruppi di ristoratori e altri imprenditori, ma mai accolte sotto l’ombrello delle associazioni di categoria. Poi alcuni forconi/gilet gialli ed estremisti di destra (in maggioranza) e di sinistra che cavalcano la protesta. Tremila contro i 982.409 liguri che si sono già vaccinati.

Sui social sta partendo l’ondata di ritorno, quella del milione di vaccinati che fino ad ora ha evitato il confronto, ma sta uscendo allo scoperto. E chi non vuole commentare contro i “no green pass” sulla bacheca di Toti (perché vuole stare fuori dai giochi dei partiti o perché non apprezza il progetto politico del presidente della Liguria), lo fa su quella “terza” dell’Acquario che applica semplicemente le misure di legge come, è bene dirlo, faranno tutti i musei statali, comunali e privati, senza eccezioni.

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 6 agosto stabilisce che si potrà entrare solo con il green pass, in zona bianca, in qualunque esercizio che fornisca ristorazione al tavolo e al chiuso. Ma anche a spettacoli pubblici, eventi e competizioni sportive, mostre, eventi culturali, musei. Le disposizioni «si applicano anche nelle zone gialla, arancione e rossa, laddove i servizi e le attività siano consentiti e alle condizioni previste per le singole zone». Non si applicano invece «ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del ministero della Salute».

Insomma, non hanno ragione nemmeno le proteste di quelli che si inseriscono nella discussione dicendo di non potersi vaccinare: chi non può veramente (con certificazione del medico) entrerà comunque. Ovviamente, come tutti, rispettando distanziamento dagli altri visitatori, portando la mascherina e sanificandosi le mani.

Intanto, per oggi è prevista una nuova manifestazione dei “no green pass”. Ieri, in merito alle manifestazioni, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha detto che le regole vanno rispettate. «Il governo – ha affermato – non può che essere per le regole e per le manifestazioni autorizzate, anche per gestire piazze che possono creare problemi di ordine pubblico. Ovvio che, diversamente, i manifestanti vengono identificati e denunciati, anche per il rispetto delle regole sanitarie».

Sempre il ministro, qualche giorno fa aveva detto: «Guardiamo con attenzione alle manifestazioni dei no-vax, che ricordo non erano autorizzate, anche perché sono stati usati simboli ormai passati; penso alla stella di David.Le modalità con cui si sono svolte le proteste sono assolutamente da condannare. Nessuna dittatura sanitaria: vaccinarsi è fondamentale per superare questa pandemia: tutti i provvedimenti del Governo sono stati presi per tutelare la salute pubblica, e perché la vera libertà è poter andare dove si vuole senza danneggiare gli altri».

A Genova una fiaccolata dei “no green pass” è saltata perché chi l’aveva annunciata non è riuscito a organizzarla. Sotto il Comune, in via Garibaldi, si sono trovate 100 persone. Ieri la manifestazione di Italexit di Gianluigi Paragone ha visto la partecipazione di meno di 200 persone.

Gli inviti alla nuova manifestazione di stasera stanno girando per le messaggerie: Telegram e gruppi Whatsapp. Vedremo se le denunce e le sanzioni già scattate per alcuni dei partecipanti all’iniziativa di sabato scorso (altre ne arriveranno perché prosegue il lavoro di identificazione della Polizia) e quelle promesse disincentiveranno i meno motivati. Nessuna autorizzazione è stata chiesta alla Questura.

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