16mila alberi finanziati dal MiTe per riforestare il Parco delle Mura e le Mura Nuove

Nei 34 progetti per la riforestazione urbana finanziati dal Ministero della Transizione ecologica (MiTE), ne appaiono due presentati dalla Città Metropolitana di Genova che prevedono oltre 16 mila alberi posti a dimora, per una spesa totale di circa un milione di euro

Città Metropolitana, pur possedendo un territorio complessivo con il 75% di aree boscate, per quanto riguarda la zona del comune di Genova evidenzia una intensa urbanizzazione, pertanto i progetti hanno riguardato aree del capoluogo, più precisamente l’Area Naturale Protetta “Parco delle Mura” e le “Mura Nuove”.

L’ufficio Sviluppo Locale dell’Ente metropolitano, che segue tra gli altri progetti anche il “Programma Sperimentale per la Riforestazione Urbana”, si è subito mosso dopo l’avviso pubblico che finanziava, con un totale nazionale di 18 milioni di euro, la messa a dimora di alberi e la creazione di foreste urbane e periurbane nonché la manutenzione successiva, ed ha presentato, come richiesto dal Ministero, due progetti tenendo conto oltre che dei requisiti di ammissibilità, soprattutto della loro valenza ambientale e sociale, del livello di riqualificazione e di fruibilità dell’area oggetto dell’intervento, dei livelli di qualità dell’aria e contestualmente della loro importanza per la tutela idrogeologica del territorio.

Il progetto ha una valenza trasversale nelle deleghe dell’Ente metropolitano ed è stato seguito attentamente dai consiglieri di riferimento, queste le loro dichiarazioni a seguito della notizia dell’approvazione da parte del MiTE:

«L’attenzione di Città Metropolitana di Genova è focalizzata fortemente nella tutela del territorio – dichiara Simone Ferrero, consigliere delegato ad Ambiente, Ambiti naturali, Parchi e aree protette e Piani di bacino – con una azione volta a prevenire il dissesto idrogeologico con opere fondamentali a livello fluviale e contestualmente con azioni, come quelle previste dai progetti nel bando, pensate per mitigare le situazioni pericolose di piogge intense, tramite punti di nuovo impianto di vegetazione autoctona».

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