Oggi a Genova 

Taxi, un’altra serata tragica: Gexi disdetta le prenotazioni e lascia i clienti per strada, Radiotaxi non risponde

Mobilità a Genova: nelle occasioni di grande afflusso in centro non si può contare su quello che dovrebbe essere un servizio di trasporto pubblico. È sempre più urgente che il Comune obblighi i concessionari (la licenza viene concessa dall’Amministrazione ed è l’Amministrazione ad essere responsabile del servizio per i cittadini) a garantire un servizio adeguato alle esigenze della città e dei genovesi anche negli eventi particolari che coinvolgono la popolazione, quello che adesso non è garantito da nessuno

Domenica sera, finale degli Europei. La cronista sa che dovrà fare un servizio in centro, per il maxischermo e gli eventuali festeggiamenti. Quindi prenota un taxi Gexi con la app Intaxi alle 16 per l’1:30 del giorno dopo e facendolo ha ben presente la mappa delle strade chiuse per la manifestazione. Quindi prenota in piazza Dante angolo tunnel delle Casaccie, dove le strade non sono mai state chiuse, dove la circolazione non è mai stata rallentata. La si può raggiungere agevolmente percorrendo via XII Ottobre, intersecando via XX appena a est della chiusura della Polizia locale, infilandosi in via Ceccardi e quindi arrivando in piazza Dante. Come fanno centinaia di veicoli privati che scorrono via senza intoppi. La strada è libera. Lo provano diversi video. Il traffico c’è, ma non è superiore a quello degli orari di punta. Cambia solo che auto e moto hanno le bandiere.

Ecco il video girato all’ora in cui il taxi era stato prenotato.

Nessun taxi, però, arriva all’ora prestabilita. Già l’8 luglio scorso Gexi, in precedenza puntualissimo, s’era fatto attendere per ben 18 minuti a causa della sovrapposizione con un servizio dall’aeroporto. La giustificazione fornita per il ritardo è che l’aereo del cliente precedente aveva ritardato. I tassisti Gexi sono pochi, poco più di 10 e pochi coprono il turno notturno. Comprensibile, ma una donna è stata lasciata da sola ai margini del centro storico per quasi 20 minuti in piena notte. Se non si riesce a svolgere un servizio non ci si impegna a farlo.

Ieri, si diceva, la prenotazione delle 16 era stata accettata dalla app insieme a una prenotazione fissata per le 22 e regolarmente assolta. La passeggera chiede: «C’è ancora lei stanotte? Ho prenotato per l’1:30». Il tassista ci nicchia, farfuglia un «non so».
Il perché, l’aspirante passeggera capisce il perché quando viene lasciata sola all’1:30 in piazza Dante. Scopre di aver ricevuto una chiamata da un numero urbano a mezzanotte e mezza: non l’aveva sentita perché c’era troppo baccano. Intanto dalla app è sparita la prenotazione che prima era elencata. La cronista chiama così il centralino Gexi (il numero, scopre, è proprio quello, anche se rispondono da Milano). Chiede ragioni del servizio promesso e non fornito, spiega che è in mezzo alla strada all’1:45 (a quel punto sono passati altri 15 minuti). Il centralinista la mette in attesa per altra prenotazione. Dopo qualche secondo in cui si sente la voce che spiega “stiamo cercando il taxi” il disco registrato spiega, infine, che non ci sono taxi disponibili e la linea cade. Terza chiamata: la cronista spiega ancora di aver avuto confermata la prenotazione dalla app e che questa era presente fino alle 22. È sparita solo poco prima dell’una: puffff, scomparsa senza lasciare traccia. La voce risponde che è stata disdettata unilateralmente con quella telefonata a mezzanotte e mezza, quella caduta nel vuoto per il rumore. E aggiunge che «i tassisti sono imprenditori, decidono loro quando lavorare e quando no», dimenticando che il taxi è un servizio pubblico su licenza e che dovrebbe essere l’Amministrazione comunale a imporre turni obbligatori soprattutto in occasioni come queste o la domenica d’estate. Perché, ad esempio, la metropolitana aperta fino all’una e mezza non serve se si vive in collina ed è inutile fare appelli all’uso dei mezzi pubblici quando nei fatti non si possono usare.

Se anche ci fosse stata risposta alla chiamata caduta nel vuoto, come si organizza una persona (che sta lavorando) a mezzanotte e mezza per l’una e mezza in una serata così? Il parcheggio taxi destinato dal Comune alle auto bianche in via Ceccardi è rimasto vuoto per ore. Chiamare il Radiotaxi era inutile: la chiamata, dopo un breve segnale di occupato, cadeva. Forse il centralino è stato staccato o è rimasto intasato perché il numero di auto non corrispondeva alla richiesta.

Per quanto riguarda Gexi, se la prenotazione fosse stata rifiutata alle 16 (già si sapeva ovviamente che c’era la finale degli Europei e ci sarebbero state le chiusure) chi ha prenotato avrebbe potuto scegliere di muoversi con mezzi propri o di chiedere a un amico o anche decidere di non muoversi (non nel nostro caso, visto che si trattava di un impegno di lavoro). Una volta in centro (a mezzanotte e mezza o all’una e mezza, cambia poco), come si fa a trovare un’alternativa? Perché la richiesta è stata accettata e confermata per poi farla saltare in un orario in cui non erano più possibili alternative? Di fatto, a causa del mancato servizio promesso e non mantenuto, è stata lasciata una donna da sola per strada in piena notte. Quali misure prenderà il Comune per evitare che le persone vengano lasciate da sole di notte dopo che il servizio gli era stato garantito ore prima?

In soldoni, sappiate che le prenotazioni sull’app Gexi non vi garantiscono un bel niente e che potreste essere lasciati in mezzo a una strada in piena notte come chi scrive, per 20 minuti o fino a riavvio del servizio bus. E, ovviamente, comportatevi di conseguenza.

Chi scrive ha ricevuto un caritatevole passaggio da un amico incontrato per caso ed è arrivata a casa alle 3 e mezza del mattino. Potrebbe accadere anche a voi.

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