Gli anarchici, contro Iit, Recovery fund, gronda e “modello Genova”, rivendicano attentati incendiari

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La rivendicazione su un sito di area: «Nella notte del 19 giugno 2021 abbiamo distrutto incendiandole 5 cabine server-data e il ripetitore 5G del Polo tecnologico Erzelli a Genova, e l’adiacente traliccio ad alta tensione Terna»

Questa parte della rivendicazione comparsa sul sito RoundRobin in cui gli anarchici elencano le loro teorie : «Nel “Piano nazionale di ripresa e resilienza” verrà attuata una ristrutturazione economica tra capitale, imprese, start-up della tecnologia e colossi dell’hi-tech. Capitalisti e settore industriale accolgono a braccia aperte l’ iniezione di liquidità di denaro pubblico e privato. Il Recovery Found è l’ulteriore miniera d’oro. Tra coloro che beneficeranno di investimenti di capitali ci sono i “poli d’eccellenza” della ricerca tecno-scientifica, le Università e l’Istituto IIT per l’espansione del parco tecnologico dove sorgerà il Centro Hi-tech “Energia e ambiente”, il quale riceverà circa 80 milioni di euro come primo investimento. Nel mese di aprile 2021 il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha annunciato la creazione di un ennesimo Comitato di tecnici ed esperti. Una “task force” che si occuperà nello specifico del Recovery Found, scavalcando e accelerando le burocrazie ed ogni eventuale problematica su permessi, vincoli e concessioni. In questo modo, ad esempio, copriranno il “ritardo” rispetto al piano di digitalizzazione e installazione della fibra su tutto il territorio nazionale. Il primo aprile 2021 c’è stato l’accordo finanziario Fibercop, la società che raccoglie i due più importanti pezzi della rete internet. TIM si occuperà inoltre della fornitura infrastrutturale degli “armadietti” ottici in strada fino  alle abitazioni, la fibra sarà sviluppata da Flash Fiber (TIM possiede l’80% e Fastweb il 20%). Insieme a queste grandi aziende di mercato della digitalizzazione ha collaborato il Fondo finanziario KKR Infrastructure che verserà a TIM 2 miliardi di euro (con un patrimonio che arriverà a 7,8 miliardi). Rispetto alle procedure di intervento che verranno accelerate, una grande opera ingegneristica, il deposito di scorie nucleari, l’installazione di infinite antenne e ripetitori avranno la strada spianata per la loro realizzazione: campi elettromagnetici, tumori, radiazioni, devastazione ambientale vengono ritenute conseguenze accettabili. Con un decreto ad hoc sulla “nuova gestione” efficiente del governo Draghi, verrà introdotto il cosiddetto “modello Genova”, ovvero le deroghe alle norme sugli appalti che permetteranno di evitare lo stop ai cantieri per questo o quel problema, per questa o quella autorizzazione: via libera quindi per affaristi dell’edilizia, clientelismo e corruzione. Alla luce di questo, proprio a Genova, riparte il cantiere per la realizzazione del viadotto autostradale denominato “Gronda” nonostante non ci siano nemmeno le autorizzazioni al cantiere o presunte concessioni ai lavori. Per cui Autostrade per l’Italia (gli stessi speculatori responsabili del crollo del ponte Morandi) continuerà ad arricchire i suoi manager assassini».
«La gestione del Recovery Fund – prosegue la rivendicazione sul sito di area anarchica – sarà quindi affidata ad un Comitato interministeriale di tecnici composto dall’ex top manager di Vodafone, Vittorio Colao (digitalizzazione), Enrico Giovannini (infrastrutture), Maria Cristina Messa (ricerca), Roberto Cingolani (transizione ecologica). I  Ministri che sono stati incaricati direttamente dalla Commissione europea del più sostanziale flusso di denaro sono Cingolani e Colao, i quali potranno spendere più di ogni altro ministero. La tanto rinomata “transizione ecologica”, sponsorizzata dall’ex direttore di IIT riempirà le tasche e i conti bancari del “club degli amici” dell’investimento e dello sviluppo tecnologico-industriale. La “transizione ecologica”, al di la della definizione così “verde”, non è affatto una operazione per la salvaguardia del panda in via di estinzione o per il rimboschimento della Foresta Amazzonica, ma un’operazione politica ed economica finalizzata ad incentivare sempre e comunque il sistema industriale e non per eliminarlo o sostituirlo magicamente. In ogni transizione economica c’è sempre una classe di potere che si arricchisce, in  questo caso accadrà accumulando un grosso debito pubblico che domani dovranno ripagare gli sfruttati, con conseguenze devastanti ovviamente sui più poveri».

Sugli attentati incendiari sta indagando la Digos.

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