Il Consiglio regionale contro la chiusura degli uffici postali: mozione votata all’unanimità

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

È stata proposta da Muzio, capogruppo Fi-Lp: «Le chiusure, da quella di via Rigola, hanno creato grandi disagi ai cittadini, soprattutto nelle zone collinari. Auspico che il Comune di Genova faccia ricorso al Consiglio di Stato». Il Tar, infatti, ha già respinto l’istanza

Porre in essere iniziative finalizzate alla riapertura degli Uffici postali di Genova chiusi lo scorso anno in esito al piano di riorganizzazione di Poste Italiane, in particolare quelli collocati in aree collinari; farsi parte attiva presso il Comune di Genova affinché valuti la possibilità di impugnare, nelle forme meglio viste, la sentenza del Tar Liguria che lo scorso febbraio ha respinto il ricorso straordinario dello stesso Comune al Presidente della Repubblica contro la soppressione degli Uffici. È quanto chiede al presidente Toti e alla Giunta il Consiglio Regionale, che sull’argomento ha approvato quest’oggi all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i capigruppo.

«Ringrazio tutti i colleghi capigruppo per aver firmato il documento e gli altri colleghi consiglieri di maggioranza e opposizione per averlo votato – dichiara il consigliere Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia – Liguria Popolare, promotore dell’iniziativa e da tempo impegnato su questo tema -. La chiusura di questi presìdi postali ha causato molteplici disagi ai cittadini residenti nelle zone interessate, in special modo nelle aree collinari di Genova. In situazioni analoghe a quella genovese, che hanno riguardato diverse località in più parti d’Italia, si è addivenuti, in esito a sentenza del Consiglio di Stato, alla riapertura di alcuni Uffici postali, in ragione anche della funzione sociale che questi rivestono e con l’obiettivo di garantire ai residenti la presenza di un servizio di prossimità fondamentale come quello postale».

«Ricordo in particolare – sottolinea Muzio – che il Consiglio di Stato ha messo nero su bianco, in un caso che ha coinvolto il Comune di Follo in provincia della Spezia, che la razionalizzazione degli Uffici non basta per motivare un intervento invasivo per le popolazioni interessate al servizio postale. La mera antieconomicità del servizio non può giustificare di per sé la chiusura; occorre invece tenere conto delle interlocuzioni con le comunità locali, della situazione effettiva dal punto di vista anagrafico, geografico e dei servizi pubblici. Credo che nel caso di molti degli Uffici genovesi tagliati dal piano di Poste Italiane, come ad esempio quello di via Rigola a Sampierdarena, le cose stiano proprio così».

Dichiara ancora il capogruppo di Forza Italia – Liguria Popolare: «È ben vero, come afferma il Tar nella sua sentenza, che i precedenti si riferiscono a Comuni di dimensioni relativamente piccole o divisi in frazioni, rispetto ai quali non vi erano collegamenti agevolmente percorribili con i Comuni limitrofi o tra centro e frazioni, ma è altresì indiscutibile che Genova, per la sua conformazione orografica e la sua collocazione tra mare e monti, si presenta come città policentrica, cui gli stessi ordini di ragionamento logico e giuridico sono perfettamente estendibili. Per tutti questi motivi auspico che la Regione metta in campo le iniziative di propria competenza e che il Comune di Genova decida di percorrere la strada dell’impugnazione al Consiglio di Stato della sentenza del Tar». 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: