Cimice asiatica, la Regione la combatte con la vespa samurai

La Liguria aderisce al “Piano nazionale di lotta”. Ecco come funziona la lotta biologia con l’insetto Trissolcus Japonicus

Regione Liguria risponde alla massiccia diffusione sul territorio della Cimice Asiatica con l’adesione al “Piano nazionale di lotta”, che prevede il contenimento biologico grazie all’insetto antagonista “Trissolcus Japonicus”, comunque del tutto innocuo per persone, animali e piante. La fase operativa del progetto di lotta biologica è prevista dal 28 giugno al 28 luglio e sfrutta l’elevata specificità dell’agente di controllo biologico per individuare e parassitizzare le ovature della Cimice Asiatica.

La specie è un noto parassitoide della cimice asiatica (Halyomorpha halys), ma si riproduce anche a spese di altri pentatomidi, come ad esempio Podisus maculiventris, Plautia fimbriata, Erthesina fullo, Dolycoris baccarum e Glaucias subpunctatus.

La femmina depone le uova all’interno di quelle delle specie ospiti, un uovo di vespa per ogni uovo di cimice, marchiandole chimicamente e restando a difenderle da altri parassitoidi. La larva si sviluppa quindi all’interno dell’uovo di cimice, consumandolo prima di emergere; tipicamente i maschi compaiono più rapidamente delle femmine, e le attendono per accoppiarsi con loro (il rapporto femmine-maschi è di circa 5,5 a 1). Ogni femmina può deporre 42 uova alla volta, permettendo ad una singola vespa di parassitare un’intera massa di uova di H. halys, e va notato che T. japonicus può arrivare ad avere dieci generazioni l’anno, mentre la cimice asiatica non supera le due.

Lotta biologica
La vespa samurai è adoperata nella lotta biologica contro la cimice asiatica, Halyomorpha halys, di cui è un parassitoide; nel loro ambiente naturale, le T. japonicus distrugge dal 60 al 90% delle uova di H. halys[5]. Il suo impiego venne studiato dall’Agricultural Research Service a Newark durante gli anni Novanta, dopo che H. halys, giunta negli Stati Uniti d’America, ebbe causato gravi danni ai raccolti. Prima ancora di ottenere l’autorizzazione per iniziare la lotta biologica, venne comunque scoperto che T. japonicus era già arrivata accidentalmente sul territorio, probabilmente proprio insieme alle uova di H. halys[5][4].

«Ci siamo impegnati con il lavoro del Servizio Fitosanitario di Regione Liguria – spiega il vice presidente e assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana – per dare risposta alle problematiche della popolazione, delle aziende agricole e agrituristiche. L’obiettivo è quello di ricercare un equilibrio ecologico evitando l’uso eccessivo di prodotti fitosanitari».
Il primo rilascio in Liguria dell’antagonista avverrà nei seguenti comuni: Sarzana e Follo (La Spezia), Rapallo e Lavagna (Genova), Savona, Finale Ligure, Albenga (Savona), Imperia, Montalto Carpasio, Taggia (Imperia).
Dal monitoraggio dei risultati, i tecnici del Servizio Fitosanitario programmeranno le attività per il 2022.

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