Centro storico, movida guerriglia. Polizia presa a bottigliate. Ora è un problema di sicurezza pubblica

Quindici mesi passati invano. Ieri sera la Polizia locale è dovuta intervenire in diversi luoghi della città per gli schiamazzi: in corso Gastaldi, a Teglia, nei Giardini di Quinto, in corso Italia, in via Campanella, in via Don Minzoni, in via Cesare Rossi, via Bovio, via Righetti. Ma il vero buco nero è stato il centro storico di levante, affidato alla Polizia di Stato con le normali forze a disposizione e nessun dispositivo straordinario richiesto. A questo buco nero del diritto dei cittadini nessuno ha avuto la decenza minima amministrativa e politica di preoccuparsi in anticipo. Il grande fallimento dell’assessorato al Centro storico che nulla ha preparato anche se quanto è successo era ampiamente prevedibile. Tutto è tornato moltiplicato all’ennesima potenza e con una violenza mai vista: vandalismi, grida, colpi sulle serrande, spaccio. Niente di niente è stato pensato per il riavvio della movida. La ripresa della vita notturna fa paura agli abitanti che ora si preparano alle cause civili contro l’amministrazione che in altre città hanno colpito nel segno

Tutte le vecchie ordinanze decadute e nessuno che abbia pensato a ripristinarle in tempo e peraltro, non si può andare avanti con ordinanze contingibili e urgenti, perché per loro natura sono straordinarie e in passato si sono anche tirate avanti reiteratamente fuori da ogni regola. Nessuno che abbia pensato servizi di controllo straordinari per una notte straordinaria. Nessuno che in questi quindici mesi, avendo ampiamente il tempo di ragionare con calma, abbia pensato iniziative sociali di contenimento, come accade in altre città, perché non si può delegare tutto ai controlli di polizia e chi gestisce in altre città questo lo ha capito da un bel pezzo. Quindici mesi passati invano senza nemmeno rendersi conto che la rabbia repressa dei giovani stava montando e che quanto era già drammatico prima del Covid sarebbe stato devastante e nessuno che per ieri sera abbia pensato che forse era il caso di “pensare” qualcosa. Niente: il vuoto più totale con branchi di giovani ubriachi lasciati liberi di prendere masserizie dai cantieri e spaccarle nei vicoli e cittadini esasperati a tempestare di chiamate il 112.

Almeno 30, dalle 22, le chiamate al 112 Nue per schiamazzi in via San Bernardo e piazza Embriaci. La città vecchia è divisa in tre e la zona era di competenza della Polizia di Stato (il centro storico è diviso in tre e Polizia di Stato, Polizia locale e Carabinieri si alternano). Certo, ieri era il caso di prevedere un servizio straordinario, magari interforze, magari con la protezione civile e l’Associazione Carabinieri in rinforzo. Ma nulla. L’assessorato al Centro storico, forse troppo impegnato in questi ultimi mesi nella sistemazione di dehors in ogni dove, non ha visto e previsto, non ha capito, nulla ha preparato per quella che non era difficile immaginare come una serata ad alto rischio.

Alla fine, dopo un paio d’ore di inferno e dopo una tempesta di chiamate dei residenti esasperati, quando la Polizia locale stava raccogliendo le forze per intervenire nonostante non fosse competenza sua e in altre zone della città ci fossero situazioni a rischio a cui pensare, in piazza San Bernardo è finalmente arrivato il pattuglione della Polizia di Stato con gli uomini dell’esercito che in piena notte sono stati fatto segno di lanci di bottiglie: una vera e propria guerriglia. Perché la risposta non può essere solo muscolare. Ci devono essere interventi amministrativi di carattere anche sociale a monte. Non solo non è stato organizzato un servizio di sicurezza straordinario per la situazione straordinaria, ma tantomeno sono state messe in atto quelle iniziative di carattere educativo e sociale a cui il Comune non ha mai nemmeno pensato e che devono concorrere con i controlli se davvero si vuole ottenere qualcosa.

Intanto, ed erano le due di notte, anche a noi sono arrivati video che ben testimoniano una situazione devastante, con atti di vandalismo, grida, spaccio libero, ubriachi ovunque, continui calci e pugni alle serrande chiuse. Senza che chi doveva abbia pensato a nulla di nulla, che si sia preso la briga di andare al tavolo per l’Ordine e la sicurezza in Prefettura a chiedere un servizio straordinario: l’assessore al Centro storico Paola Bordilli, che è anche assessore al Commercio (e per questo ha tutta la responsabilità sulla movida), ha avuto una totale mancanza di visione e una superficialità amministrativa stupefacente nel non mettere in atto nemmeno la più piccola misura di prevenzione. I segnali degli psicologi che in tutto il mondo lanciano l’allarme su quello che sta accadendo ad adolescenti e giovani, la rabbia che monta in ogni dove e fino a ieri era confinata sui social, non erano difficili da capire e interpretare. E invece…
La “compressione” di 15 mesi di Covid è sotto gli occhi di tutti in tutto il mondo. Ma lei: niente. Non ha preparato niente. Nemmeno un accenno di difesa della città vecchia, dei suoi residenti, delle stesse attività economiche. Ieri notte abbiamo parlato anche con alcuni gestori di locali di lungo corso (e che quindi negli anni ne hanno viste, ma mai come ieri sera), che erano loro stessi spaventati da quanto stava accadendo.

Sul piede di guerra i residenti, che già prima, da anni, tentavano (inutilmente) di chiedere interventi che garantiscano la vivibilità delle loro case e che, invece, ieri sera sono stati ostaggio di un fenomeno violento che determina l’invivibilità del quartiere. Per il fine settimana, che si annuncia una replica della nottata di ieri moltiplicata per il numero dei partecipanti, il sentimento è di paura, di terrore sia da parte dei residenti sia da parte di chi lavora nel centro storico. Ieri sono stati coinvolti luoghi solitamente esclusi dai disagi, come piazza Sarzano. Anche in piazza Caviglia la situazione era insostenibile.
Diversi gruppi di abitanti del centro storico sono pronti alle cause civili contro l’amministrazione che in altre città hanno dato esito: a Brescia il Comune è già stato condannato a pagare 50 mila euro a due cittadini per non aver saputo tenere a bada la movida. E un conto e non riuscire nonostante gli sforzi, altro conto e non provarci nemmeno, come è accaduto ieri.

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