Sindacale 

I sindacati contro Tursi per l’aumento della Tari

I segretari di Cgil, Cisl e Uil: «L’aumento della Tari non può gravare solo sulle spalle delle famiglie genovesi, già stremate da anni di crisi che hanno colpito la città. A partire dal crollo del ponte Morandi fino ad oggi, con la terribile pandemia dovuta al Covid 19, i genovesi hanno pagato un prezzo insopportabile e non possono sobbarcarsi da soli anche l’aumento della Tari»

«Auspicavamo la giusta e dovuta attenzione, che ci sembrava ovvia e scontata, nei confronti di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati della nostra città visto anche l’aumento impressionante delle ore di cassa integrazione nel corso del 2020: a Genova si sono persi quasi 5 mila posti di lavoro e incombe l’incomprensibile sblocco dei licenziamenti che rischia di dare un colpo mortale al tessuto economico e sociale cittadino – recita una nota di Igor Magni, Marco Granara e Mario Ghini, segretari, rispettivamente, di Cgil, Cisl e Uil Genova -. In questo scenario non si può pensare di aggiungere anche l’aumento della tassa dei rifiuti da scaricare tutto sulle famiglie. Non è pensabile una politica alla Robin Hood rovesciata. L’impatto degli aumenti della Tari deve essere bilanciato, tenendo in considerazione i bisogni di tutti. Il Sindaco e l’assessore Piciocchi devono comprendere che non si può pensare di colpire le fasce più deboli della popolazione, riteniamo che sia assolutamente necessario congelare l’aumento per tutto il 2021 e fare un percorso di gradualità per gli anni successivi. Le risorse a disposizione dovevano essere distribuite in modo equilibrato, senza creare conflitti tra aziende, commercianti e famiglie, perché c’è in gioco la tenuta sociale della città».

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