Maestripieri (Cisl): «No allo sblocco dei licenziamenti prima di un patto sociale e politico per la ripartenza»

Appello ai parlamentari liguri: «Si impegnino a Roma in vista dell’esame in aula del decreto sostegni bis»

«La ripresa avverrà solo attraverso il lavoro che va protetto, riqualificato e rilanciato oppure, semplicemente, non sarà. Per questo lancio un appello ai partiti e ai parlamentari liguri affinché si impegnino a Roma in vista dell’esame in aula del decreto sostegni bis. Noi continuiamo a considerare troppo debole e prematuro il provvedimento legislativo del Governo che di fatto interrompe il blocco dei licenziamenti per grandi imprese, industria ed edilizia dal 30 giugno. In Liguria abbiamo già perso 11.000 posti di lavoro nell’ultimo anno e abbiamo l’esigenza di recuperarli questi posti, non di creare nuovi disoccupati. Per questo, noi continueremo la nostra mobilitazione». Così il segretario generale ligure della Cisl Luca Maestripieri.
«Ai partiti e ai parlamentari liguri chiediamo fin da ora di sostenere gli emendamenti per ottenere una nuova proroga finalizzata alla riforma degli ammortizzatori sociali, all’avvio di politiche attive del lavoro efficaci, al rafforzamento della Naspi e dei contratti di solidarietà per costruire le condizioni per la normalità dopo la pandemia – continua Maestripieri -. In questo momento, senza proroga rischiamo un terremoto occupazionale nella nostra regione. La fase è delicata e determinante e va affrontata con il massimo della pragmaticità. È urgente attivare un confronto con la Regione e con le associazioni datoriali per un patto sociale finalizzato alla crescita, per mantenere le persone agganciate al lavoro».
«Conviene a tutti partecipare alla stagione della ripartenza con visione sociale, dialogo e capacità di costruire intese – prosegue il sindacalista -. Conviene a tutti scongiurare il ricorso ai licenziamenti. Conviene alle aziende mantenere le persone preservando il patrimonio di professionalità che rappresentano, finalizzando a questo scopo gli strumenti contrattuali e di legge che già oggi abbiamo a disposizione».

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