Sgozza una donna, poi dona 500 euro a una chiesa genovese. Arrestato

Il 36enne, con una serie di precedenti per violenza sessuale, ieri ha confessato per «liberarsi da un peso che sentiva fortissimo» dicono i suoi avvocati. Sulla sua pagina Facebook, pochi giorni prima dell’efferato delitto, aveva messo al posto della foto del profilo quella di Robert Powell nel film di Zeffirelli “Gesù di Nazaret”

«Vivo la vita rispettando il mio prossimo ma non sempre ne guadagno del buono» ha scritto Gabriele Falloni, 36 anni, sulla sua pagina Facebook. Ieri ha confessato di aver ucciso lui la escort Raluca Elena Serban, 32 anni, prima tentando di strangolarla, poi sgozzandola con un coltello.
È successo in Val d’Aosta, dove Falloni, di origine sarda, vive e dove la donna aveva da qualche settimana affittato un appartamento, secondo gli investigatori per esercitarci il meretricio. La donna è residente a Lucca, dove vivono la madre e la sorella.
Secondo il racconto dell’uomo nel corso della testimonianza resa ieri, la donna gli avrebbe detto qualcosa che, ha spiegato, lo avrebbe mortificato. Da lì, secondo la sua versione, è partita la furia omicida. Prima le ha stretto le mani attorno al collo. Poi lei sarebbe riuscita a divincolarsi e avrebbe afferrato un coltello per tentare di difendersi. A quel punto lui glielo avrebbe strappato di mano e l’avrebbe usato per tagliarle la gola. Il corpo della donna è stato trovato nel bagno della casa. Si è poi allontanato, ma non a mani vuote. Le immagini delle telecamere rivelano che è uscito dalla casa di Aosta con un borsone della donna, probabilmente con tutti gli ori e il denaro che la vittima custodiva nell’appartamento, 6 mila euro, oltre a tutti i cellulari, alle lenzuola e agli abiti della vittima. Con quei soldi, ha spiegato, ha pagato i taxi usati per spostarsi subito dopo e fino all’arresto come “gravemente indiziato” dell’omicidio. Poi ha pagato un mese di affitto della casa in Val d’Aosta e ha spedito due dei cellulari ai nipoti, in Sardegna.
Proprio nella sua terra d’origine voleva tornare Falloni e per questo era venuto a Genova per imbarcarsi su un traghetto. Poi ci ha ripensato ed è tornato in Val d’Aosta, ma prima ha effettuato una “generosa” donazione a una chiesa della nostra città: 500 euro.
L’uomo non è nuovo a violenze fisiche e sessuali. Nel 2014 Falloni era stato condannato dal Tribunale di Sassari a 4 anni di carcere per aver tentato di violentare una ventunenne e averla trattenuta con la forza in una casa dove l’aveva attirata con un’offerta di lavoro. Prima era stato anche stato arrestato nel 2013 per aver tentato di violentare una donna sassarese mentre contrattava la locazione di un alloggio e nel 2012 era stato condannato a seguito della denuncia di due prostitute che hanno detto di essere state picchiate e derubate dopo un rapporto sessuale.

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