Niente buoni pasto e niente mensa. I vigili del fuoco dovranno pagarsi pranzo e cena

Il coordinatore regionale Infantino: «26 lavoratori delle mense senza lavoro, noi vigili del fuoco dovremmo pagare di tasca nostra pranzi e cene. I nostri turni sono di 12 ore. Da domani stato di agitazione». VIDEO

Primo Maggio senza più lavoro per 26 operatori delle mense lasciati a casa e senza buoni pasto per i pompieri che fanno turni di 12 ore e che si dovranno pagare pranzi o cene, a seconda del turno. «La situazione vede da un lato il ridimensionamento delle mense, con gravi ripercussioni anche sul personale in appalto, e dall’altro il ritardo nell’erogazione dei ticket – dichiara Luca Infantino, coordinatore regionale Vigili del fuoco della Fp Cgil. Il rischio è che per almeno un mese i vigili del fuoco operanti tra Genova e Tigullio debbano coprire di tasca loro le pause pranzo e cena»

«Domani in occasione del Primo Maggio faremo una ricognizione nei principali distaccamenti per illustrare ai colleghi la situazione che se non si dovesse sbloccare a breve giustifica lo stato di agitazione di
tutto il personale» annuncia Infantino. L’appuntamento principale sarà sabato 1º maggio alle ore 10,30 presso la sede centrale di San Benigno a Genova.

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