Tursi chiede 87,7 milioni di euro per 19 progetti per il Piano “Caruggi”, ma nei vicoli c’è ben poco

Richiesta fondi allo Stato per Villetta Dinegro, Castello d’Albertis, Galleria Mazzini, Albergo dei Poveri, Acquasola: tutto fuori dai vicoli mentre il Ghetto, la Maddalena le Vigne e Pré restano nel degrado. Tra i fondi richiesti anche quelli per terminare il Massoero. Tursi: <Opere previste nel Piano integrato Caruggi>. Ma, a parte le mura, in centro storico c’è quasi nulla. Gli unici progetti previsti nell’area sono per l’acquisto dei locali del cinema porno Chiabrera, il rifacimento di case popolari e un progetto a Sarzano, l’area più recuperata della città vecchia: sarà rifatta la piazza per la seconda volta in pochi anni. Il tutto senza alcun confronto coi cittadini e col Municipio

Presentata la proposta pilota di rigenerazione Caruggi per il finanziamento da parte del ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili nell’ambito del PINQuA – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare. Elaborata dalla Direzione Rigenerazione Urbana, Urban Center e Centro Storico del Comune di Genova, comprende 19 progetti definitivi del Piano integrato per il Centro Storico. Ma parlare di centro storico è decisamente fuorviante. A parte gli interventi sull’edilizia residenziale pubblica (che il Comune avrebbe dovuto fare comunque, nei vicoli e negli altri quartieri, perché troppi sono gli edifici che cadono a pezzi), soltanto una modesta parte dei progetti riguarda la città vecchia.

«Inviata al ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili-Mims la richiesta di finanziamento per 19 progetti strategici per la rigenerazione urbana del Centro Storico di Genova nell’ambito del bando PINQuA – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare. Per i 19 progetti, dell’importo complessivo di 87,7 milioni, è stato richiesto dal Comune di Genova un finanziamento per 87,5 milioni. I progetti si inseriscono in un ambito di 95 ettari di contesto urbanistico, comprendendo la parte a monte del municipio Centro Est, Prè, Molo, Maddalena, lambendo San Nicola e San Vincenzo». In realtà la maggior parte dei progetti e della spesa risiede a Castelletto e nel centro.

Gli interventi individuati per la richiesta di finanziamento si articolano su cinque ambiti tematici: verde urbano, spazi urbani, percorsi accessibili e sicuri, spazi sociali e culturali, abitare sociale.

Ecco le opere per cui il Comune chiede il finanziamento. In verde quelle nel centro storico (a parte le mura, per una spesa minima rispetto al totale) veramente ben poco. In rosso quelle fuori dal centro storico, in blu gli interventi di edilizia residenziale pubblica o su stabili del Comune degradati, in arancione i progetti di mobilità, in giallo quello relativo alla sicurezza. Tra i progetti anche quello di controllo degli accessi pedonali.

1.    Riqualificazione di piazza Sarzano e zone limitrofe (3,6 milioni di euro)

2.    Restauro delle Mura della Marina e valorizzazione del percorso (2,365 milioni di euro)

3.    Restauro delle Mura delle Grazie e valorizzazione del percorso (5,085 milioni di euro)

4.    Restauro delle Mura di Malapaga e valorizzazione del percorso (2,455 milioni di euro)

5.    Completamento dell’asilo notturno al Massoero (5,385 milioni di euro)

6.    Restauro e valorizzazione del parco di Villetta Di Negro e della Casa del giardiniere (2,47 milioni di euro)

7.    Restauro, recupero e risanamento strutturale di copertura, miglioramento microclima e arredo urbano di Galleria Mazzini (7,33 milioni di euro)

8.    Recupero del polo culturale del Castello d’Albertis (910 mila euro)

9.    Albergo dei Poveri: restauro e risanamento conservativo della strada interna per un nuovo percorso urbano tra Università, città e parco di valletta Carbonara (5,72 milioni di euro)

10. Recupero e valorizzazione del parco di valletta Carbonara all’Albergo dei Poveri (10 milioni di euro)

11. Recupero degli edifici Erp di proprietà Arte (via del Colle, via Ravecca, vico Coccagna, vico Noli, vico Assereto, vico del Cioccolatte, vico del Fico; di proprietà del Comune di Genova (salita del Prione, via del Colle, vico del Dragone, via Prè, vico Salvaghi, vico Indoratori; di proprietà Arte per altre forme di gestione (Maddalena e zone limitrofe, vico Damiata, vico della Lepre, via del Molo, via di Santa Croce, vico Angeli, vico della Neve, via dei Giustiniani, via Ravecca) (8,196 milioni di euro)

12. Nuova edilizia residenziale sociale negli edifici 12 e 14 di via Prè (1,5 milioni di euro)

13. Riattivazione diffusa di locali ai piani terra con acquisto e riqualificazione per scopi socio-culturali in vico Vegetti, via di San Bernardo e via Chiabrera (2,74 milioni di euro)

14.  Nuovo hub per l’abitare sociale Tabarca e Metellino (18,56 milioni di euro)

15.  Percorsi Peba con incremento dell’accessibilità urbana per persone con disabilità (671 mila euro)

16.  Innovazione tecnologica nel controllo degli accessi e stazionamento dei veicoli (3,78 milioni di euro)

17.  Innovazione tecnologica per la sicurezza con controllo accessi pedonali (3,78 milioni di euro)

18.  Percorsi e parco dell’Acquasola (1,98 milioni di euro)

19.  Realizzazione del Condominio etico della Posta Vecchia (3,81 milioni di euro).

In sostanza: 16,218 milioni di euro andrebbero veramente al centro storico; 28,41 milioni a progetti esterni al centro storico (di cui ben 15,72 per interventi nell’area dell’Albergo dei Poveri); 32,056 per edilizia residenziale pubblica più il completamento dei lavori al Massoero; 4,451 per accessibilità e controlli di accesso e stazionamento veicoli; 3,78 milioni di euro per il controllo accessi pedonali.

Per i cittadini della città vecchia targare come “progetto centro storico” cose che sono ben fuori dai confini di Pre’ Molo Maddalena, quando così tanto ci sarebbe da fare all’interno, è un insulto. E il ghetto? E Prè? Si preferisce rifare per la seconda volta in pochi anni piazza Sarzano. Non c’è niente per la Maddalena, niente per le Vigne, tranne la trasformazione in social housing un immobile che una volta era sede di servizi per i cittadini, come i servizi sociali che sono stati deportati a Castelletto.
Il progetto non è stato concertato con il territorio e, a quanto ci risulta, nemmeno col Municipio a cui, certamente, non è stato presentato prima della presentazione alla stampa. Forse i residenti, quelli che nel centro storico ci vivono, avrebbero speso diversamente i ben 15 milioni di euro “stornati” invece sull’Albergo dei Poveri, in un altro quartiere (Castelletto), progetto che in parte sarà gestito dall’Istituto Emanuele Brignole, proprietario del complesso edilizio, in parte dall’Università, affittuaria dell’Istituto Brignole. E il Ghetto? E la Maddalena? E le Vigne? Quante cose si sarebbero potute fare con oltre 15 milioni di euro spesi davvero nel centro storico e non da un’altra parte.

AGGIORNAMENTO: il sindaco Marco Bucci spiega che «il Pinqua non c’entra nulla con il budget dei Caruggi: è tutto in aggiunta. Non mi sembra un problema mettere a posto alcuni siti importanti, ma questo non vuol dire impiegare le risorse destinate ai Caruggi, che rimangono immutate».

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