Fece a pezzi la madre, ora è accusata anche di aver ucciso il figlio di 3 anni e mezzo

Giulia Stanganini aveva sezionato il corpo della mamma, Loredana Stupazzoni. Aveva detto di averla trovata impiccata, morta suicida. Dopo quanto è successo si sono riaperte le indagini sul decesso del figlio. La donna, poco prima della morte del piccolo, aveva fatto ricerche su internet con le parole chiave “come uccidere un bambino”

Nell’aprile scorso Giulia Stanganini, che oggi ha 38 anni, era stata arrestata per distruzione di cadavere. «Puzzava, per questo ho tagliato il corpo e l’ho messo nei sacchi e nei secchi»: questo aveva detto ai poliziotti la donna che per cinque giorni aveva dormito nella casa con il corpo della mamma morta, fatto a pezzi e distribuito in sacchetti di plastica sigillati col nastro adesivo e secchi e poi depositati nel piatto doccia del bagno della casa della madre in via Bertuccioni, a Marassi, dove si era trasferita all’inizio del lockdown. Alla fine, Stanganini si era presentata in questura in piena notte. Agli agenti aveva detto di avere trovato la mamma morta e poi di averla fatta a pezzi. Per sezionare il corpo avrebbe usato un coltello che poi avrebbe buttato.

Il figlio della donna era morto nel novembre precedente. Era stata aperta un’inchiesta, il cui esito era stato quello di dichiararne il decesso per crisi respiratoria e cause naturali. Giulia Stanganini aveva giustificato il fatto di non aver sentito che il figlio stesse male con i problemi di udito di cui soffre dalla nascita e aveva addirittura accusato il pediatra di essere stato superficiale.

Dopo quanto è successo nella casa di via Bertuccioni, la Procura ha voluto vederci chiaro. Le indagini della Squadra Mobile hanno appurato che qualche giorno prima della morte del bambino la madre aveva consultato internet inserendo parole chiave come “infanticidio”, “mamme che uccidono figli” e “come uccidere un bambino”. Aveva letto una pagina in cui si spiegava come soffocare un bambino senza lasciare tracce. Ora la donna è accusata di omicidio aggravato premeditato. Si trovava già in carcere a Pontedecimo, per questo l’ordinanza di custodia cautelare emessa del Gip le è stata notificata in cella.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: