Cimitero di Camogli, le spoglie disperse non sono 200 ma 320

Lotta contro il tempo finché reggeranno sole e mare accessibile. Tra cinque giorni è atteso un peggioramento delle condizioni meteo

Cinque giorni per recuperare tutto, salme, bare, urne che non siano andate in frantumi nel crollo. Cinque giorni per mettere in sicurezza la falesia, ancora instabile. Cinque giorni per spostare le salme, tante (alcune centinaia), che si trovano nei colombari che vanno demoliti perché stanno in area di rischio. Impossibile fare tutto in sicurezza. Chiaro che al primo posto sta la sicurezza di chi sta operando per evitare altri crolli e di chi effettua le ricerche, un compito ingrato. Gli sforzi riempiono il cuore di figli, nipoti, fratelli, genitori che piangono i loro cari con rinnovato dolore.
Decine di famiglie, a Camogli, rivivono il lutto. Si vive in un’aria sospesa, mista di speranza e rassegnazione e la seconda, a ogni ora che passa, prende un po’ più di campo sulla prima.
Ieri il Comune, costantemente preso d assalto dai parenti che chiedono notizie, ha comunicato alle famiglie che le spoglie disperse non sono 200, ma 320. Quelle già recuperate sono 21.
I due corpi galleggianti trovati a Quinto e a Voltri sono nelle camere mortuarie di Genova, dove sono ospitati in attesa di identificazione che, in mancanza di altri sistemi (i corpi sono ovviamente in avanzato stato di decomposizione e la permanenza in mare non ha certo aiutato), dovrà avvenire col prelievo del Dna.
Sin da poche decine di minuti dopo il crollo sono al lavoro i vigili del fuoco, a cui si aggiungono i militari del Consubim. Sul posto sono impegnati protezione civile della Regione Liguria, Vigili del Fuoco, Dipartimento nazionale di Protezione civile, ricercatori specializzati di Fondazione Cima e Università di Firenze e Marina Militare.

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