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21 indagati per il crollo della volta nella Galleria Bertè in A26

Era avvenuto il 30 dicembre del 2019. Il procuratore generale della Corte d’Appello Aniello all’inaugurazione dell’Anno giudiziario: <La rete autostradale e stradale della Liguria è spesso interessata da queste vicende, con conseguenti indagini per il reato di disastro colposo>. Intanto la Procura di Savona ha archiviato l’inchiesta sul crollo del viadotto sull’A6 Torino-Savona, avvenuto per l'<imprevista, imprevedibile e violenta frana staccatasi dal versante della montagna sovrastante>

Il 30 dicembre 2019, in A26, tratto gestito dalla Società Autostrade, soltanto per un fortuito caso non c’è scappato il morto. Nel momento in cui si è determinato il distacco nessun veicolo stava passando. Il reati ipotizzati sono: “crollo di costruzioni colposo” e “attentato alla sicurezza dei trasporti”
Nel corso dell’indagine per il crollo del Ponte Morandi (il processo comincerà nei prossimi giorni nella tensostruttura allestita nel cortile del Tribunale), sono emersi altri reati. Lo ha detto il procuratore generale della corte d’appello di Genova Roberto Aniello. Per la questione delle barriere fonoassorbenti sono state decise misure cautelari che hanno colpiti i vertici della Società Autostrade al tempo dei fatti. L’accusa è di frode in pubbliche forniture.

Intanto è stata archiviata dalla Procura di Savona l’inchiesta a carico d’ignoti per il crollo del viadotto Madonna del Monte sull’A6 Torino-Savona avvenuto il 24 novembre 2019. La Procura, sulla base delle relazioni tecniche dei periti, ha accertato che il crollo del Viadotto è stato esclusivamente dovuto alla imprevista, imprevedibile e violenta frana staccatasi dal versante della montagna sovrastante, dovuto alle incessanti e violenti piogge di quei giorni, non classificato a rischio idrogeologico dalle carte dell’Autorità di bacino regionale. Nessuna responsabilità, dunque, della società concessionaria, l’Autostrada dei Fiori.

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