2020: meno reati predatori, ma più maltrattamenti in famiglia e violenze sessuali

Quest’ultimo reato e in aumento anche tra i minori. È emerso nel corso dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario. A dare parecchio lavoro ai magistrati è stata l’emergenza Covid per quanto riguarda la prevenzione, ma anche la gestione dell’epidemia. Alcuni direttori sanitari di Rsa indagati per i reati colposi di epidemia e omicidio

Nel corso della cerimonia dell’apertura dell’Anno giudiziario è emerso che a fronte della diminuzione dei reati predatori è aumentato il tempo di risposta della Giustizia nonostante la diminuzione dei processi, soprattutto per la difficoltà di reperire aule che consentissero il mantenimento di tutte le misure di prevenzione al Covid. Aule sono state allestite al Porto Antico e alla Fiera e l’incidente probatorio del processo relativo al crollo del Ponte Morandi si svolgerà in una tensostruttura allestita nel cortile di Palazzo di Giustizia. Alvaro Vigotti, presidente vicario della Corte d’Appello, ha spiegato che la cartolarizzazione del processo e i processi online sono stati le tecniche per superare le difficoltà imposte dalla pandemia. I processi online, anche se solo per alcuni procedimenti o parte di essi.

A Genova nello scorso anno sono diminuiti i reati predatori (furti e rapine, ad esempio) ma sono aumentate le truffe online. Pesante è l’aumento dei maltrattamenti in famiglia, frutto, in qualche modo della forzata coabitazione h24 del lockdown e delle successive norme dei coprifuoco serali. Preoccupa anche l’aumento delle violenze sessuali anche tra minori.

La magistratura ha dovuto fare fronte, nel corso dell’anno, a tutte le inchieste legate al Covid oltre che alle verifiche sulla documentazione di valutazione del rischio di contagio preesistenti alla pandemia (e poi aggiornati alla luce della situazione che nessuno poteva prevedere così consistente) e tesi a fronteggiare proprio situazioni come queste. Oltre a questo e all’iscrizione nel registro degli indagati dei responsabili di alcune Rsa, ha spiegato il presidente vicario Vigotti, si è reso necessario indagare anche sulle procedure di separazione dei soggetti positivi, sulla fornitura di dpi e su formazione e informazione al personale sanitario.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: