Solidarietà del Sindaco agli agenti picchiati e su Fb si scatena l’inferno dell'”hate speech” (discorso d’odio)

Marco Bucci ha voluto esprimere pubblicamente, su Facebook, la propria solidarietà a tre componenti del corpo di Polizia locale malmenati da due persone a cui era stato chiesto di indossare la mascherina. Sotto, molti utenti hanno scritto messaggi di accusa, di insulti, persino violenti sia contro i cantuné sia contro l’amministrazione. È un caso macroscopico di “hate speech“, i “discorsi di odio” che puntano alla lapidazione 2.0, crescono grazie ai social e stanno diventando un’emergenza sociale e persino di sicurezza. In questo senso, il caso estremo è l’organizzazione attraverso i social dell’assalto al Campidoglio statunitense che ha visto protagoniste migliaia di persone accomunate proprio dall’odio organizzato sul web

<In questi ultimi giorni abbiamo assistito a episodi sgradevoli e allarmanti: due differenti aggressioni che hanno avuto come vittime agenti del corpo della Polizia locale – scrive il sindaco Marco Bucci sulla propria bacheca -. Professionisti impegnati a controllare il nostro territorio e tutelare la nostra salute e la nostra sicurezza. A loro voglio esprimere la mia piena solidarietà per quanto hanno dovuto subire, rivendicando l’importanza del lavoro che ogni giorno viene svolto dall’intero corpo della Polizia locale. Donne e uomini in divisa che sono un punto di riferimento per ogni genovese e che non si sono mai sottratti davanti alle responsabilità che la loro attività comporta. Agli agenti della Polizia locale deve andare il rispetto e la gratitudine di tutti noi genovesi!>.

Certamente la maggior parte dei genovesi è d’accordo. Oltre all’assessore comunale alla Sicurezza, Giorgio Viale, solidarietà è stata espressa, oggi, anche dal gruppo Pd in consiglio comunale. Ci sono, però, i leoni da tastiera che stanno letteralmente infangando il corpo, oltre che l’amministrazione. Da quello che scrivono, sono per lo più persone che hanno preso sanzioni anche per infrazioni gravissime e che pretenderebbero che gli agenti si voltassero dall’altra parte, che non usassero l’autovelox (che gli agenti si debbano disporre in modo da ripararsi e non venire travolti lo dicono le norme della sicurezza sul lavoro), che non effettuassero controlli per il mancato uso delle mascherine. Contestano sanzioni per inosservanze anche molto gravi al codice della strada, come l’eccesso di velocità (all’origine della maggior parte degli incidenti mortali) e il passaggio col semaforo rosso. In una delle città dove a causa di queste infrazioni ci sono più decessi e feriti.

Il clima, sui social, è pesante, tanto che per la seconda volta in pochi giorni il presidente della Regione Giovanni Toti ha richiamato l’attenzione sull’aumento dell'”hate speech sui social, cioè “un discorso di incitamento all’odio o discorso d’odio: una comunicazione con elementi verbali e non verbali mirati a esprimere e diffondere odio e intolleranza, o a incitare al pregiudizio e alla paura verso un individuo o un gruppo di individui accomunati da etnia, orientamento sessuale o religioso, disabilità, altra appartenenza sociale (come la professione) o culturale”.

Sono 6 anni che non ammettiamo sulla nostra pagina Facebook insulti, parolacce, minacce, discorsi violenti e hate speech: una scelta forse poco “redditizia” (anche i commenti intrisi d’odio fanno aumentare le statistiche), ma alla quale non rinunceremo nemmeno in questo caso.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: