Raffica di furti a Molinetti e Sant’Ilario. I residenti terrorizzati chiedono sicurezza – FOTO E VIDEO

Lo scorso anno era toccato a Coronata, nei primi sei mesi del 2020 a Molassana Alta e San Siro di Struppa, ora alle alture di Nervi: la dinamica è sempre la stessa: vengono colpite case su strade non carrabili, preferibilmente isolate, vicino al bosco. I cittadini hanno paura e chiedono sia più controlli sia le telecamere promesse e mai arrivate. A Molinetti i cittadini disperati si sono organizzati e fanno “passeggiate” notturne nelle crêuze

<Qui in via Molini, via Maggiolo, via Lucchi non arrivano le macchine delle Forze dell’ordine> spiegano gli abitanti della Valle del fiume Nervi. Dicono che le Divise non si vedono nemmeno a piedi, ma noi siamo certo che i pattugliamenti in borghese si facciano eccome.
Il Commissariato di Polizia di Nervi, ad esempio, mette in campo due o tre pattuglie dalle 7 alle 20 e un paio di volte la settimana anche dalle 20 alle 23.
Come già a Coronata e a Molassana Alta, non è facile, però, individuare i ladri. Le strade sono viottoli e crêuze, di frequente non carrabili o percorribili solo con un mezzo a due ruote, difficilmente pattugliabili con continuità, costretti spesso tra muri, senza punti di osservazione dall’alto, talvolta ai margini del bosco. Ad alcuni di questi si arriva con facilità dall’autogrill Sant’Ilario e da lì si può riguadagnare velocemente il veicolo, magari lasciato con un complice a bordo, e allontanarsi.
Di notte, al buio, è ancora meno facile pattugliare tutte le strade, le mattonate, i viottoli delle alture del levante. I ladri di Coronata e quelli di Molassana Alta e Struppa non sono mai stati presi ed è verosimile per “tecnica” che si tratti della stessa banda i cui componenti forzano porte e finestre e si introducono nelle case anche quando gli abitanti dormono. I ladri scelgono case ai margini del bosco, spesso a Coronata e in Valbisagno arrivavano proprio da lì per scomparire di nuovo nella boscaglia dopo i colpi.

A Molinetti gli abitanti, esasperati, hanno organizzato anche “passeggiate notturne” e qualche sconosciuto lo hanno incontrato, come questi due giovani, non della zona, trovati fermi ai lavatoi che si guardavano attorno e quando hanno visto i residenti si sono incamminati verso via Maggiolo alta.

Gli abitanti della Valle del Nervi hanno scritto qualche tempo fa una lettera alla Giunta in cui chiedevano l’installazione di telecamere che possano funzionare come deterrente e le cui immagini possano servire per individuare i ladri. Visto che le telecamere non sono arrivate, sono tornati a chiedere aiuto e l’installazione dei sistemi di videosorveglianza.

Le telecamere, però, non sono mai arrivate e i furti si sono fatti l’incubo quotidiano dei residenti che ora tornano a chiedere con forza gli occhi elettronici e misure di sicurezza.

I furti sono diventati frequenti anche Sant’Ilario, dove le caratteristiche sono più o meno le stesse: strade strette, a volte non carrabili, case isolate. E anche gli abitanti di questa zona scrivono all’Amministrazione.

Negli ultimi due mesi si sono moltiplicati i casi di furto e di tentate effrazioni a Sant’Ilario. I malintenzionati, sfruttando l’isolamento cronico della collina, i suoi tanti punti oscuri e le sue tante vie di fuga, stanno osando sempre di più e sempre più convintamente, certi dell’impunità. Il Comitato di cittadini che si occupa di viabilità e sicurezza consiglia alle tante vittime di porgere denuncia e di dotarsi di sistemi di allarme e di videosorveglianza, ma chiede anche da tempo al Comune un intervento di installazione di telecamere e una maggior presenza delle forze dell’ordine non solo sulla strada carrabile, ma anche nelle crêuze lungo le quali vive la maggior parte degli abitanti del luogo.
Negli ultimi due mesi i ladri si sono introdotti in molti appartamenti, spesso con le persone tranquillamente a letto e i tentativi di effrazione sono ormai all’ordine del giorno in ogni parte del “paese”. Gli abitanti cominciano ad essere esasperati e spaventati e chiedono, attraverso il Comitato, di essere protetti e tutelati dall’amministrazione.
Il presidente del Comitato Daniela Vecchio

In copertina: una delle serrature manomesse nella valle del Nervi

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