Ex Ilva, nella notte crolla torre faro di 18 metri

La Fiom Cgil: <ArcelorMittal e Governo annunciano la nuova società paritetica mentre nello stabilimento di Genova si rischia l’incidente mortale>

<C’è il mondo virtuale nel quale Governo e Mittal annunciano la società al 50 per cento per ognuno e il direttore di stabilimento di Genova parla di investimenti sulla stampa, e poi c’è la realtà che è ben altra:  l’abbandono in cui si trovano gli stabilimenti ex Ilva in Italia – dicono al sindacato -. Stanotte presso la banchina GTR a Genova è crollata una “torre faro” di circa 18 metri. Un fatto gravissimo e solo per caso non sono stati travolti dei lavoratori. Il fatto è stato denunciato alle autorità competenti che di fronte alle incapacità aziendali debbono intervenire. Senza investimenti, senza manutenzione si rischiano ogni giorno incidenti. È obbligo del datore di lavoro (D.lgs81/2008 e D.lgs. 106/2009) garantire la sicurezza degli impianti e dei lavoratori. Ma Arcelor Mittal con la complicità del Governo pensa ad altro da troppo tempo. Si sono persi anni per investire e rilanciare la ex Ilva e se ne rischiano ancora perché non bastano gli annunci societari per risolvere gli enormi problemi creati da gestioni sbagliate del Governo e di Mittal. Basta propaganda per gestire gli impianti siderurgici: servono fatti e non ministri e amministratori delegati che fanno pubblicità>.


“La caduta di una delle torri faro dello stabilimento Arcelor Mittal è un episodio gravissimo – dice Nicola Appice, RSU Fim Cisl – a maggior ragione se si pensa che è già la seconda volta che capita un episodio del genere. Quando era accaduta, tempo fa, la stessa cosa avevamo chiesto all’azienda attraverso un piano di manutenzione mirato e un censimento delle torri. Ci avevano detto che il lavoro era stato eseguito, ma l’ultimo crollo, che per fortuna e solo per caso non ha provocato una tragedia, dimostra che forse quei controlli non sono stati fatti in modo serio e scrupoloso”. “L’attenzione alla sicurezza e all’incolumità dei lavoratori deve essere sempre al primo posto – aggiunge Alessandro Vella, segretario generale Fim Cisl Liguria – anche in questa fase molto delicata che dovrà definire il futuro industriale dello siderurgia in Italia e del nostro stabilimento di Cornigliano”.

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