Anlaids Liguria, 100 nuove diagnosi di infezione HIV ogni anno

La onlus, in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS, lancia la campagna “Per chi vede oltre” e illumina di rosso i monumenti della Liguria per non dimenticare il virus dell’HIV in epoca di pandemia da Covid

“Due elementi ci preoccupano: i numeri costanti e mai in calo negli ultimi 5 anni e il fatto che circa il 40% di coloro che scoprono di essere contagiati dal virus HIV sono già in uno stato di malattia avanzata” sottolinea Giovanni Cassola, ex direttore della reparto di malattie infettive dell’Ospedale Galliera di Genova e vicepresidente di ANLAIDS Liguria

In occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS Anlaids Liguria lancia sui social network la campagna “Per chi vede oltre” e illumina i monumenti liguri di rosso nella giornata del 1 dicembre. Un’iniziativa volta alla sensibilizzazione e alla necessità di non smettere di pensare alle malattie, come l’AIDS, che continuano ad affliggere la nostra società anche in periodo di pandemia COVID-19.

“Oggi si sente parlare spesso di virus, tanto – giustamente – di Covid19, poco di HIV. Ma anche in epoca di pandemia ANLAIDS Liguria non si ferma e vuole fare sentire la sua voce e riportare, almeno per un giorno, l’attenzione sull’HIV” commenta l’avv. Maria Viscoli, componente del consiglio direttivo di ANLAIDS Liguria e di ANLAIDS ONLUS. “Quest’anno abbiamo avuto l’onore di ricevere il patrocinio del Comune di Genova, che ringrazio, alle nostre iniziative. Sui nostri canali social Facebook e Instagram, in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS del primo dicembre, verrà pubblicata la campagna “Per chi vede oltre”, creata dai nostri volontari in collaborazione con “Being Positive-Comunicare l’HIV”, che con un filo di ironia sottolinea l’importanza della consapevolezza e della responsabilità individuale ai fini della prevenzione: è una campagna da scoprire giorno per giorno fino al primo dicembre, quando ospiteremo anche un artista e comico che da anni collabora con la nostra associazione e ci sostiene. Inoltre, visto che purtroppo non potremo essere presenti con i nostri medici volontari, come ogni anno, ad offrire gratuitamente il test HIV, abbiamo deciso di fare sentire simbolicamente la nostra presenza con l’illuminazione di alcuni monumenti rappresentativi di Genova (la fontana di Piazza De Ferrari, la Lanterna e la ruota panoramica del Porto Antico) e della Liguria, grazie alla collaborazione delle amministrazioni locali. Seguite la sera del primo dicembre i nostri canali social per scoprirli uno a uno”.

HIV/AIDS IN LIGURIA E A GENOVA: NUMERI STABILI E DIAGNOSI TARDIVE – In Liguria ci sono circa 100 nuove diagnosi di infezione da virus HIV ogni anno. I casi di AIDS sono stabili intorno ai 15-20 l’anno. Come il resto d’Italia, anche la Liguria soffre di un aumento dei casi di HIV nella popolazione giovanile, intesa nella fascia 18-35 anni, dove i comportamenti sessuali sono più a rischio. “Da queste statistiche emergono due aspetti preoccupanti” afferma il dott. Giovanni Cassola, ex direttore del reparto di malattie infettive dell’Ospedale Galliera di Genova e vicepresidente di Anlaids Liguria. “Anzitutto, il fatto che siano costanti negli ultimi anni deve essere considerato come un elemento negativo. In secondo luogo, un’ampia parte di coloro che scoprono di essere affetti, circa il 40%, si registra uno stadio della malattia già avanzato”.

“Questo dato costante rappresenta un fatto grave, poiché siamo di fronte a una patologia per la quale esistono diversi strumenti di prevenzione, in virtù dei quali un decremento è un obiettivo perseguibile. Ne consegue che l’ignoranza rappresenta il principale ostacolo da affrontare” aggiunge il dott. Cassola.

“L’impatto del COVID ha provocato una ulteriore difficoltà di accesso alle strutture sanitarie sia per problemi di salute sia per l’esecuzione del test HIV. Restiamo in attesa dei dati aggiornati al 2021 per valutare le conseguenze di questa situazione. Ciò che già da ora notiamo è un ulteriore diminuzione dell’attenzione e della propaganda contro questa malattia”.

Lavorare su prevenzione e informazione è un passaggio essenziale per ridurre le nuove infezioni. “Sappiamo come evitare il virus; adesso manca la comunicazione per arrivare a luoghi chiave come scuole, uffici e altre comunità pertanto dobbiamo fare di tutto per implementare il messaggio. Chiunque dovrebbe conoscere l’HIV ed inoltre sottoporsi almeno una volta al test, oltre a osservare le norme di prevenzione dovute” prosegue Cassola. Il test HIV in Liguria viene fatto nei 6 centri di malattie infettive e in tutti i laboratori periferici.

Il secondo punto critico è dato dal fatto che un alto numero di pazienti (circa il 40%) arriva a fare il test in uno stadio avanzato della malattia: a questi soggetti, i cosiddetti “late presenter” viene diagnosticata quando le difese immunitarie sono più basse di 300-350 cellule CD4, la soglia per indicare lo stato di difesa immunitaria di una persona.

L’ATTIVITA’ DI ANLAIDS IN LIGURIA – Anlaids è la prima associazione italiana nata per fermare la diffusione del virus HIV; fondata nel 1985 da un gruppo di ricercatori, medici, giornalisti, attivisti e membri della società civile, è stata eretta Ente Morale con DPR nel 1988 ed è ONLUS dal 1999.

ANLAIDS Liguria, intitolata alla memoria del Prof. Alberto Terragna, è attiva in Liguria dal 1987. Attualmente il suo presidente è Beppe Costa, presidente di Costa Edutainment e da sempre sensibile, anche per tradizione familiare, alle tematiche sociali.

La mission storica e principale dell’Associazione, ossia quella di mettere fine alla diffusione dell’HIV, si è evoluta negli anni, in concomitanza con i progressi scientifici che hanno permesso di tenere sotto controllo una malattia che fino a poco più di 20 anni fa era considerata mortale e incurabile. Purtroppo, al progresso scientifico non si è evoluto parallelamente quello sociale, e la scarsa attenzione dei media e delle istituzioni negli ultimi anni ha contribuito a mantenere un clima di confusione e disinformazione che rende oggi l’infezione da HIV ancora stigmatizzata e a volte sconosciuta, soprattutto nella popolazione giovanile.

Inoltre la comunità scientifica denuncia un preoccupante incremento, a partire dal 2015, delle nuove diagnosi di infezione in Italia, e in Liguria, nella popolazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni, in controtendenza rispetto agli anni precedenti.

Pertanto l’attenzione di Anlaids Liguria è più che mai rivolta a potenziare i progetti di prevenzione nelle scuole, nelle università e negli ambienti frequentati da tale fascia di popolazione.

“Possiamo suddividere l’attività di Anlaids Liguria Onlus, in tre filoni: prevenzione, assistenza, ricerca” spiega il Dott. Beppe Costa, Presidente di Costa Edutainment e Presidente di Anlaids Liguria.

ANLAIDS promuove iniziative intese allo sviluppo della ricerca scientifica finalizzata alla prevenzione, diagnosi e cura dell’infezione da HIV e delle Patologie ad essa correlate con l’organizzazione di convegni, relazioni, incontri formativi per operatori sanitari, incontri divulgativi (in particolare con la partecipazione al Festival della Scienza di Genova); affronta inoltre i problemi sociali, tutelando i diritti e favorendo il recupero fisico e psichico delle persone affette da infezione da HIV, AIDS e sindromi correlate, fornendo supporto psicologico ai pazienti in carico presso l’Ospedale Galliera di Genova e attivando gruppi di auto-aiuto; agisce per prevenire la diffusione dell’infezione da HIV, soprattutto fra i più giovani, attraverso campagne di informazione basate sui dati scientifici più aggiornati riguardanti le conoscenze e gli strumenti idonei ad evitare di contrarre l’infezione da HIV e tramite il Progetto Nazionale Scuola attivo in Liguria dal 2018, patrocinato dall’Ordine dei Medici di Genova e inserito nell’offerta formativa alle scuole secondarie di ALISA: ogni anno ANLAIDS Liguria incontra più di 3000 studenti, organizzando più di 150 incontri nelle scuole liguri. Nonostante le difficoltà attuali l’attività non si è fermata, ma prosegue con incontri da remoto.

“Andiamo nelle scuole a parlare con i ragazzi e a spiegare loro l’importanza cruciale della prevenzione e della consapevolezza perché riteniamo che puntare sulle giovani generazioni sia una chiave fondamentale per combattere l’HIV. Abbiamo riscontrato una grande curiosità, sebbene fondata su una conoscenza molto scarsa, riguardante soprattutto i metodi di prevenzione e le modalità di trasmissione del virus, che spesso ancora si crede avvenga tramite insetti o semplici baci. I ragazzi inoltre spesso non sono a conoscenza degli sviluppi più recenti della ricerca medica, di come si è evoluta la terapia e soprattutto non sono consci dell’importanza di fare il test per conoscere il proprio status sierologico e, eventualmente, avere una diagnosi prima possibile per tenere così sotto controllo l’infezione.” racconta il Presidente Beppe Costa.

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