Tursi: «In via della Maddalena nessuna sala scommesse». Ma, tecnicamente, un rischio esiste
I cittadini della zona e alcune associazioni contro l’azzardo hanno organizzato (anche) per questo una manifestazione annunciata per domani in via Garibaldi, davanti al Comune. La Polizia locale e i Carabinieri hanno avviato controlli già la scorsa settimana. All’assessorato al Commercio non sono pervenute richieste autorizzazioni, ma si sa che la cosiddetta “Scia” si può presentare il giorno stesso dell’apertura. Senza “Scia” non è possibile alcun controllo annonario, ma sono in atto quelli edilizi per i lavori già svolti. Un pericolo, però, incombe: purtroppo, grazie alle nuove tecnologie, ora esiste un modo per aggirare il divieto di gioco d’azzardo imposto dal regolamento comunale
Su una cosa i cittadini avevano ragione: i lavori, con controsoffittatura (che avrebbe anche coperto un’antica edicola votiva all’interno del locale) in palazzo vincolato non sono autorizzati. L’assessore al Centro storico Paola Bordilli lo conferma in una nota. In cui prosegue <Nessuna richiesta in merito all’apertura di una sala scommesse in un locale in via della Maddalena è pervenuta al Comune di Genova e non ci sarà comunque alcuna sala giochi o centro scommesse>.
Lo abbiamo spiegato anche ieri in un articolo: la dichiarazione di apertura (Scia) può essere presentata il giorno stesso dell’apertura e non è stata ancora fatta anche se i lavori sono andati avanti. Vero è che le vetrofanie (secondo il Comune abusive e sanzionate) piazzate sulle vetrine indicano la prossima-ventura apertura di un punto in franchising di una nota catena di sale slot e scommesse. <In quell’area non possono aprire attività legate al gioco d’azzardo> spiega Bordilli nella sua nota. Infatti è troppo vicino sia a una chiesa, quella della Maddalena, sia ad edifici scolastici e il Regolamento comunale sul gioco d’azzardo varato dalla giunta Doria non lo consente.
I cittadini, però, indicano la presenza all’interno di schermi video appesi proprio come nelle sale scommesse. Chi sta pensando di aprire è così sprovveduto da non considerare i divieti e da farsi bloccare l’attività il giorno stesso dell’apertura? In realtà un escamotage per condurre, di fatto, l’attività senza chiederne la licenza specifica (non concedibile) e senza gestirla direttamente esiste e purtroppo sarebbe difficile da fermare nel caso venisse messo in pratica. Tra i “servizi” messi in vendita dalla catena, si legge sul sito nazionale dell’azienda, c’è anche la vendita di ricariche prepagate che si possono usare per giocare sul proprio cellulare, sul proprio pad, sul computer di casa o su quello messo a disposizione a pagamento da internet point. Non è direttamente gioco d’azzardo, ma semplicemente ricarica di una carta servizi prepagata. E nessuna norma vieterebbe di usare il credito pre acquistato sul proprio cellulare anche all’interno del locale.
<Dopo aver condotto gli appositi approfondimenti l’assessore Bordilli ha appurato che nemmeno al Settore Edilizia sono state aperte pratiche che riguardano il locale in questione e che il palazzo risulta vincolato – si legge nella nota di Tursi -. Qualsiasi tipo di intervento al suo interno, dunque, avrebbe la necessità di una preventiva autorizzazione da parte della Soprintendenza>. E allora non si spiegano la controsoffittatura e il cambiamento del colore dei muri che, se come indicano i cittadini sono stati effettuati, sarebbero abusivi.
<Inoltre, lavorando in modo congiunto con l’assessore alla Sicurezza Giorgio Viale – continua Bordilli – abbiamo disposto immediati controlli dai quali è emersa l’irregolarità dei cartelli pubblicitari esposti, immediatamente sanzionati. Nessuno aveva titolo per inserire i cartelli fonte di allarme per i cittadini. L’amministrazione comunale sta procedendo pertanto a sanzionare l’illecito>. Probabile si trattasse di irregolarità relativa a questioni di pubblicità (come le insegne) o vincolo artistico e architettonico più che commerciale, visto che nulla legato al gioco d’azzardo viene promosso dalle vetrofanie e, soprattutto, che nessuna autorizzazione commerciale è ancora stata richiesta. In realtà sia la Polizia locale sia i Carabinieri si erano mossi già la settimana scorsa sulla scorta delle segnalazioni dei cittadini ma, come si è detto, nessun controllo era ed è possibile sul fronte commerciale senza che sia presentata la Scia. Un negozio non ancora aperto, semplicemente, non esiste e quindi non è controllabile.
<Tanti cittadini mi hanno scritto e ho voluto rassicurarli e ringraziarli per la segnalazione rispondendo personalmente a ciascuno – conclude l’assessore –. Ribadisco che non ci sarà nessuna nuova apertura di sale scommesse, pertanto ritengo male informate o strumentali alcune polemiche di questi giorni, che davano già come autorizzata tale attività>.
La speranza è che non venga messo in atto l’escamotage che sopra abbiamo descritto perché non ci sarebbero strumenti per riuscire a governarlo, anche con tutta la più grande buona volontà.


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