Ai pronto soccorso 145 persone alle 8 e le pubbliche assistenze sono già nei guai per i dpi

Il Municipio Ponente, a fronte delle richieste, martedì voterà un fondo per fornire guanti e tute, il cui prezzo sta lievitando e sta diventando insostenibile per le pubbliche assistenze. Le mascherine, invece, sono fornite dalla Regione in numero congruo

Le pubbliche assistenze hanno due problemi: il fermo anche per ore delle ambulanze ai pronto soccorso dove le barelle vengono liberate con lentezza a causa della massa di persone che vi si rivolge (per cui mancano sul territorio) e i dispositivi di protezione individuale che scarseggiano e i cui prezzi ricominciano ad aumentare. I guanti costano già il triplo del normale.

Alisa consegna in numero apprezzabile mascherine chirurgiche (che vengono messe ai pazienti) e Ffp2 per o militi. Arriva anche qualche visiera. Poche, ma per fortuna non sono monouso e si possono sanificare. Le tute, le “croci” devono comperarsele mentre i guanti arrivano di nuovo da Alisa, ma le pubbliche assistenze dicono che non vanno bene e che bisogna acquistarne di migliori che, purtroppo, si trovano solo a caro prezzo.

<Da Misericordie, Anpas e Cri – dice Matteo Frulio, assessore del Municipio Ponente – ci stanno arrivando richieste di dpi come nel marzo scorso. Voteremo una delibera per la costituzione di un fondo ad hoc per sostenerle probabilmente già martedì prossimo. Non abbiamo un fondo sanità per cui dobbiamo procedere così. Avevamo acquistato più di 400 tute protettive nel periodo compreso tra aprile e giugno e centinaia di mascherine distribuite a Croce Verde di Pra’ e pegli, alla Croce Rossa di Voltri, a Ponente soccorso-Misericordie e anche alla Croce Verde di Mele in accordo col quel Comune>.

La situazione alle 8 nei pronto soccorso

80 persone al San Martino di cui 14 in codice rosso

49 di cui 12 in codice rosso

14, ma con 119 persone in osservazione breve

2 in codice verde al Padre Antero Micone

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