Oggi a Genova 

Corsie ciclabili occupate, la Faib punta sulla delazione, ma non fa i conti con la legge dello Stato

L’associazione lancia la campagna “Questa corsia ciclabile non è un parcheggio!” e invita a inviare foto al suo indirizzo e alla Polizia locale, ma non fa i conti con la legge nazionale che impedisce sia alla Locale sia alle forze dell’ordine di sanzionare “per interposta persona”: l’infrazione deve essere constatata direttamente da un agente di polizia giudiziaria. Inoltre, c’è la complicazione della privacy che rischia di trasformare l’operazione in un boomerang

<Ora basta, la misura è colma. Hanno tutti avuto cinque mesi per abituarsi alle corsie ciclabili cittadine, non è più tollerabile posteggiare su di esse” questo in sintesi quanto è emerso da una recente riunione di FIAB Genova in merito ai problemi di sicurezza per chi gira in bici in città>. Così Romolo Solari, presidente dell’associazione, che lancia la “campagna di delazione>.
<Problemi di sicurezza – spiegano all’associazione – perché il parcheggio sulle corsie riservate alle bici non arreca solo disagio a chi le percorre, ma è altamente pericoloso per la persona in bici o su monopattino, in quanto la costringe a procedere a zig zag con il rischio di essere travolta dagli altri mezzi. Per questo motivo i ciclisti urbani genovesi sono invitati a segnalarci tutti i parcheggi selvaggi che ostacolano il transito sulle piste e corsie ciclabili cittadine. Lo potranno fare compilando il modulo presente sul nostro sito. Chi lo vorrà potrà anche inviarci delle foto via mail avendo l’accortezza di cancellare i numeri di targa. Sarà nostra cura raccogliere le segnalazioni ed inviarle al competente Distretto della Polizia locale al fine di richiedere interventi mirati. Rimane ovviamente la facoltà del singolo di segnalare direttamente lui alla PM le situazioni di pericolo, questo anche in un’ottica di un intervento più immediato” ha dichiarato Romolo Solari il presidente di FIAB Genova.>.

Spieghiamo ai lettori che, però, nessuna sanzione può essere applicata “per interposta persona” per illeciti amministrativi. Cioè, per dirla chiaramente, la Polizia locale e le forze dell’ordine, per legge, non possono fare multe sulla base di fotografie o testimonianze di terze persone. Se è per questo che segnalate, sappiate che nessuna multa arriverà mai in questo modo perché è quello che prevede la normativa nazionale. L’infrazione deve essere vista personalmente da un agente o ufficiale di polizia giudiziaria e non c’è altro modo: la legge parla chiaro.

Questo per evitare che dopo 2 mesi in cui i distretti potrebbero essere presi d’assalto dai novelli Sherlock Holmes, qualcuno di questi possa azzardarsi a dire di aver denunciato senza che ne siano conseguiti atti formali da parte della Polizia locale. Semplicemente, non si fanno multe (sanzioni amministrative previste dal codice della strada) in base a foto, video o denunce da parte di chi non è agente di polizia giudiziaria.

L’associazione dice di aver consegnato a maggio al Comune, insieme a a Confprofessioni, una proposta di rete ciclabile d’emergenza di 130 km. <Il comune l’ha accolta in parte ed ha incominciato a tracciare corsie ciclabili – dicono i vertici dell’associazione -. FIAB ha apprezzato lo sforzo fatto dall’amministrazione comunale e non vuole che questo venga vanificato da comportamenti scorretti in strada>.

Il massimo che potrà ottenere, però, è un rinforzo dei controlli nelle zone dove si concentrano le inosservanze.

Precisano all’associazione:  <Non abbiamo assolutamente parlato di sanzioni attraverso di noi tanto è vero che abbiamo scritto di oscurare le targhe in eventuali foto. Si tratta solamente di raccogliere delle segnalazioni su situazioni di pericolo, cosa legittima che può fare ogni cittadino, e di trasmetterle alla Polizia locale>.

Cioè quanto le persone hanno sempre fatto senza bisogno di intermediari. Meglio così, anche se crediamo che la Polizia locale sappia perfettamente dove esistono i problemi e intervenga secondo priorità senza necessità di spinte esterne che i malpensanti potrebbero male interpretare come campagna di raccolta associati.

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