Dopo il paninaro a Ferretto, 30 giorni di chiusura a 2 bar di Canneto, ma tutto il caos si riversa su Giustiniani

Gli uffici comunali hanno imposto la stessa “pena” ai due, anche se la situazione delle due attività è molto diversa. L’incognita è ora il giudizio del Tar dove il Comune ha già perso due volte per un artigiano alimentare e per un bar di Pollaiuoli. E intanto la situazione del locale di via Giustiniani, che ha molte più sanzioni tra le quali due penali, è rimasta indietro. Gli abitanti di San Bernardo preparano la rivolta per l’apertura di un H24 che venderà marijuana. In atto una raccolta firme

Ad accomunarli, oltre alla decisione degli uffici dell’assessorato al Commercio giunta in zona Cesarini prima delle elezioni Regionali, è la collocazione: il “Giosi” e “Gli asinelli” sono due bar vicini in via Canneto il Lungo. La punizione decisa dall’assessorato è esemplare, ma proprio per la sproporzione rischia di naufragare al Tar come già successo in altri casi.
“Gli asinelli”, che ha recentemente cambiato gestione, ha collezionato nell’ultimo periodo 2 sanzioni per ragazzi che schiamazzavano fuori e una per vendita di alcol a minori tra i 16 e i 18 anni (che non è penale). I 30 giorni di sospensione della licenza, a cui si aggiungono 3 mesi di chiusura alle 23 (praticamente la condanna definitiva per un’azienda appena aperta) potrebbero essere considerati dal Tar un “danno grave e irreparabile” (requisito che consente la sospensiva) e sproporzionato, come già accaduto in passato per un artigiano alimentare e un bar di Pollaiuoli, per i quali le draconiane quanto immaginifiche “pene” decise in quelle occasioni dall’assessorato al Commercio sono naufragate davanti al giudice del Tribunale Amministrativo trasformandosi in pura ammoina senza reali conseguenze né benefici per gli abitanti della zona. Tra l’altro, provvedimenti così pesanti da far temere che le conseguenze portino alla chiusura spingono i titolari a fare ricorso mentre quelle graduali (previste anche dal Tulps e, quindi, inattaccabili) educano ai comportamenti corretti: se il gestore capisce e si adegua evita di fallire (sono due i locali della movida che, a seguito delle sanzioni comminate dalla Polizia Locale, nell’ultimo anno hanno corretto il loro modo di gestire e hanno smesso di creare problemi), altrimenti, per somma di ammonizioni, chiude. Ma gli viene concessa la possibilità di capire secondo schemi di consolidata “giurisprudenza” e, quindi, inattaccabili anche al Tar, al contrario di quelli “creativi” dell’assessorato.
Non è chiaro perché ai due locali di Canneto sia stata comminata la “pena” in maniera non graduale, la stessa decisa per il Giosi che ha ben 5 sanzioni per schiamazzi dei clienti all’esterno, una (non penale) per vendita di alcol a minori tra 16 e 18 anni e una, più grave, per inosservanza al Tulps (Testo unico di polizia) perché ripetutamente non è stato trovato il titolare all’interno. Di fatto, una situazione molto più grave della prima. Ma quello che più stupisce è che sia stata lasciata indietro, allo stato dei fatti, una situazione ben più grave e pesante per la popolazione, quella di un bar di via Giustiniani i cui clienti da tempo (verrebbe da scrivere “da sempre”) impediscono alla gente della zona di dormire. Moltissime le lamentele che ci giungono in redazione da mesi e mesi, moltissime le sanzioni comminate non solo dalla Polizia Locale. Quel locale (a differenza degli altri) ha addirittura una denuncia penale per vendita di alcol ai minori sotto i 16 anni. Il quadro delle sanzioni è ben più grave di quello degli altri due bar già chiusi: 2 per schiamazzi, 2 a norma del Tulps (una per mancata esposizione della licenza e una perché oltre alla licenza non è stato esposto nemmeno il listino prezzi), ma soprattutto le denunce per vendita di alcol a un ubriaco manifesto e per vendita di alcol a un ragazzino che non aveva nemmeno 16 anni. Eppure ieri sera i due locali di Canneto erano chiusi e quel bar era aperto, con tutta la corte di ragazzi schiamazzanti fuori. Chiaro che essendo chiusi insieme i due bar della strada parallela, i ragazzi si sono coagulati davanti a quello di via dei Giustiniani, raddoppiando caciara, grida e disagi. Insomma: il problema è stato solo spostato e ne ha aggravato un altro già più grosso di suo.
Già chiuso da due settimane, invece, il paninaro (artigiano alimentare) di piazza Ferretto che aveva almeno una decina di sanzioni tra cui una “compilation” di bollette per la mancata chiusura in orario.
Almeno altri 4 locali sono attenzionati dalla polizia locale e potrebbero fare presto la stessa fine delle attività di Canneto. Il più prossimo sarebbe un bar di via San Donato che ha all’attivo quasi una decina di sanzioni.
In piazza Ferretto ha chiuso il self h24 di sostanze psicotrope depotenziate (che era sempre presidiato da spacciatori di sostanze illegali che offrivano ai ragazzi droga non depotenziata a prezzi minori). La cattiva notizia è che si trasferirà in via San Bernardo ed è prevedibile che lo seguano a ruota gli spacciatori che lo usano (senza che il titolare ne sia né colpevole né consapevole) come “motore commerciale” della loro attività illecita.
Gli abitanti di San Bernardo sono sul piede di guerra e hanno avviato una raccolta firme.

Il Comune, così attivo in Canneto il Lungo, però, nulla ha fatto fino ad ora per evitare il pericolo temuto dai cittadini. L’h24 è di fatto un negozio e se ha i requisiti non si può non fare aprire. Non chiede nemmeno il permesso, ma comunica semplicemente l’apertura al Comune: la legge nazionale dice questo. Che, però, allertato dai cittadini avrebbe potuto fare moral suasion sul proprietario e magari affittare il locale per fare uno di quei bagni pubblici promessi sin dalla campagna elettorale dei quali, però, non si vede traccia dopo 3 anni. Mentre i giovani continuano ad orinare in giro sotto le finestre dei residenti.

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