Cagnolina beve da ciotola ad uso pubblico. Ora lotta tra la vita e la morte
L’animale, che ha 4 anni, ha avuto pesanti conseguenze neurologiche, probabilmente a causa di una sostanza disciolta nell’acqua di una ciotola messa a disposizione in un’area verde nella zona di Pegli. La settimana prima aveva subito la stessa sorte un golden retriver
Lucy ha 4 anni, è arrivata da Palermo dopo una storia di maltrattamenti e adesso è sul letto della sua umana con la flebo decisa dal veterinario per tentare di salvarle la vita. Ha avuto repentine e gravissime conseguenze neurologiche causate da un forte problema renale che lo stesso veterinario dice causato da una sostanza tossica ingerita. Lucy aveva bevuto poche ore prima a una ciotola messa a disposizione in un’area verde aperta al pubblico di Pegli dove la sera, denunciano i residenti della zona, si concentrerebbero persone che fanno uso di stupefacenti. Nell’area, il giorno dopo, denunciano i cittadini, si trovano spesso residui dell’attività di consumo di droga. Aver bevuto in quella ciotola (ma è anche possibile che la cagnolina abbia leccato qualcosa di minuscolo abbandonato per terra) ha fatto impennare la creatinina della povera bestiola che, all’improvviso, non stava più in piedi. La sintomatologia è verosimilmente connessa, appunto, ad assunzione di stupefacenti o di un’altra sostanza tossica (magari un insetticida) che per la piccola si è trasformata in un potentissimo veleno.
La stessa cosa era successa la settimana prima a un golden retriver che aveva frequentato la stessa area. Lui ce l’ha fatta, ma la cagnolina è molto più piccola e una minore quantità di sostanza potrebbe ucciderla o causarle problemi che le pregiudicheranno l’esistenza per sempre.
L’umana di Lucy ora è disperata. Malgrado le tante attenzioni che dedica all’animale, è praticamente impossibile controllare ogni suo singolo gesto, così come per tutti gli animali. <Bisogna avere mille occhi – dice, disperata – e io cerco di usare sempre la massima attenzione. Ma basta un attimo>. Poi, chi va a pensare che il pericolo stia in una ciotola messa a disposizione con tanta buona fede dove, magari, qualcuno, nottetempo, ci ha lavato una siringa?


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