Ventottenne chiama il 112: «Venite, ho ucciso mio padre»

È successo questa sera in via Edoardo Garrone, nella casa del ragazzo dove viveva anche il fratello. Il padre, 68 anni, aveva un divieto di avvicinamento ai ragazzi

Il medico non ha potuto che constatare il decesso del sessantottenne. Sono intervenute le volanti della polizia e la Scientifica oltre agli uomini della sezione omicidi della Squadra mobile della Questura che al momento stanno interrogando i figli e i vicini di casa che in precedenza avevano sentito delle urla provenire dall’abitazione.

La storia della famiglia (italiana) è travagliata, punteggiata dalle violenze del padre che, infatti, aveva un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai ragazzi. Stasera, però, è andato a casa loro (alle spalle dell’Aquilone, a San Quirico) ed è nata una lite col maggiore, ventottenne. Questi lo avrebbe colpito con violenza, non si sa ancora se per difendersi o in un impeto di rabbia. Sul posto c’è anche il magistrato. È stato il ragazzo a chiamare il 112: <Venite, ho colpito mio padre> ha detto. I soccorsi hanno trovato il corpo dell’uomo in un lago di sangue.
Nella casa vive anche la madre che però, al momento del delitto, era fuori città.

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