Rapina in via Trebisonda, i CC inchiodano l’autore grazie a una felpa

Fondamentali le immagini delle telecamere che hanno consentito ai militari dell’Arma di rintracciarlo

Alle 16:30 del 30 giugno scorso, in via Trebisonda, la titolare di un’attività commerciale è rimasta vittima di una violenta rapina all’interno del proprio esercizio, perpetrata da un uomo travisato con occhiali da sole e mascherina anti-covid-19

L’uomo, sotto la minaccia di un coltello, le ha intimato di aprire il registratore di cassa per farsi consegnare l’incasso. Negli attimi concitati dell’azione violenta, l’uomo ha spintonato la donna verso una scala metallica poggiata nei pressi del bancone; a seguito della spinta la vittima ha sbattuto violentemente il volto sui gradini, rovinando poi al suolo. Approfittando della condizione della donna, il soggetto si è avvicinato al registratore di cassa e con l’aiuto del coltello è riuscito a farne scattare l’apertura meccanica impossessandosi dei 200 euro contenuti all’interno. Prima di scappare, l’autore della rapina ha preso una chiave poggiata sul bancone dell’esercizio commerciale, chiudendovi all’interno la malcapitata, poi liberatasi grazie ad un secondo mazzo.
La vittima, che ha riportato lesioni al volto e alla bocca, l’indomani ha sporto denuncia dell’accaduto ai Carabinieri del Nucleo Operativo di Genova Centro, i quali si sono immediatamente attivati per risalire all’identità del responsabile. In particolare, i militari dell’Arma hanno setacciato le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in via Trebisonda, confrontandole in modo incrociato con quelle estrapolate dalle telecamere installate nelle vie limitrofe. Dal raffronto sono stati isolati i fotogrammi ritraenti un uomo con caratteristiche fisiche rispondenti a quelle fornite dalla negoziante e da alcuni testimoni, ripreso mentre si allontana frettolosamente dall’attività commerciale con indosso occhiali da sole, mascherina ed una felpa grigia arrotolata sul braccio, del tutto simile a quella indossata dal rapinatore di pochi istanti prima, insolita per una giornata particolarmente calda. Ricostruendo il percorso di quell’uomo, lo si vede raggiungere e salire su una macchina – che poi si rileverà essere stata noleggiata – le cui caratteristiche e targa hanno portato gli investigatori dell’Arma ad attribuire un nome ed un cognome a quel volto.
L’autore è stato dunque identificato nel torinese M. F., classe ’77, di fatto domiciliato nel levante ligure, arrestato questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Genova Centro, supportati dai colleghi della Compagnia di Chiavari in quanto il destinatario del provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. di Genova in piena concordanza con le risultanze investigative acquisite, è stato rintracciato a Cogorno. L’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Marassi.

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