Liguria sopra indice di contagio 1. Prevenzione, l’abbiamo fatta bene?

La Liguria è, questa settimana, tra le 6 regioni in cui l’indice di contagio Rt è superiore a 1 secondo Istituto superiore di Sanità e ministero della Salute. Secondo voi, i cittadini stanno rispettando le norme di prevenzione del contagio? I servizi sanitari stanno facendo tutto il possibile? Vediamo cosa dicono i dati

Oltre alla Liguria (1,06), anche il Veneto (1,18), Emilia Romagna (1,14), Piemonte (1,07), Lazio (1,04) e Lombardia (1) sono pari o uguali a 1.

Rispetto alla scorsa settimana sparisce dalla fascia alta del contagio la Toscana (di pochissimo, 0,99), mentre cresce proprio la Liguria. Questo racconta il monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (settimana 13-19 luglio).

<È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della
popolazione
, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei
loro contatti stretti.
Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e
fronteggiare recrudescenze epidemiche
> raccomanda il ministero della Salute. E aggiunge: <Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari sia per le persone che rientrano da paesi per ii quali è prevista la quarantena e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere ad una inversione di tendenza con aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale>.

Non sembra un caso che il Veneto sia schizzato in alto, con il virologo Andrea Crisanti che accusa il governatore Luca Zaia che, a suo dire, avrebbe deciso di affidarsi a esperti che dicono che il virus è morto. Almeno questa è la versione data dal virologo che da tempo, ormai, non nasconde più il proprio malumore per la gestione della “fase 2”. Poi, recentemente, è emersa una sorta di guerra di primedonne, con Zaia che accusa il virologo di stare troppo in tv (in realtà molti sono i virologi che di tutta questa brutta storia ne hanno fatto una ribalta mediatica, qualcuno dice anche facendone un mezzo – per alcuni – per buttarsi in politica e Crisanti non è nemmeno il più sovraesposto) e Crisanti che ribatte di non aver mai preso un euro per le sue apparizioni e ricorda al presidente della Regione Veneto che la linea che ha salvato il territorio dall’ecatombe è la sua e non quella degli uffici regionali, circostanza smentita dal governatore (ma sotto gli occhi di tutti).

In Liguria la linea della minimizzazione agli occhi dell’opinione pubblica è stata quella seguita dall’inizio, da quando il virologo locale affermò, prima dell’ondata di morti che ha investito anche il nostro territorio, che il Covid avrebbe avuto le stesse conseguenze di una banale influenza. È stata la scelta giusta?

Vediamo i dati

Per ogni regione il grafico di CovidGuard mira a valutare empiricamente l’attuale possibilità di un’adeguata ed efficace risposta alle fasi successive dell’epidemia. Le conclusioni sono puramente indicative. Non è virologia, è statistica: l’incrocio dei dati tra incremento settimanale percentuale dei casi totali e la media dei nuovi casi negli ultimi 7 giorni ogni 100 mila abitanti. Nel grafico si vede la Liguria in “zona rossa”.

In un altro grafico Covidguard si vede l’andamento della mortalità. Si è detto che la Liguria è più esposta per l’alta concentrazione di anziani (non sappiamo, in realtà, se questo basti a giustificare interamente il fenomeno), ma proprio per questo sarebbe opportuno mantenere la maggiore prevenzione per un’eventuale ondata futura che, al di là delle interpretazioni mediatiche (reali supporti scientifici non ne esistono, tanto che gli scienziati si dividono, appunto, su quelli che sembrano essere semplici vaticini con lo stesso livello di attendibilità della palla di vetro) di alcuni soggetti, nessuno sa veramente se e come sarà se non arriverà il vaccino in tempo.

Dalle successive tabelle Covidguard (su dati del ministero della Salute) si vede che la Liguria è la quarta regione per ospedalizzati al 24 luglio e che restiamo bassi come numero di tamponi anche se bisogna dar conto del fatto che sul cluster di Savona c’è stato un atteggiamento responsabile, con lo screening reale di tutti i contatti e con questo abbiamo superato Piemonte e Toscana per test rispetto alla consistenza della popolazione. Le altre regioni più colpite, però, hanno un’incidenza più alta, in particolare quelle che hanno risposto meglio per tutta l’epidemia.

Si può dire, dunque, che la risposta per il cluster di Savona è stata adeguata, ma il problema è un altro. Il problema è che (se è vero che bisogna evitare di drammatizzare ulteriormente quel che di suo è stato già tragico) la continua narrazione (termine e atteggiamento oggi purtroppo assai di moda) in perfetto stile “Don’t worry, be happy”, per dirla con Bob Marley, ha portato a scaricare dalle responsabilità i cittadini che hanno capito quel che non dovevano capire (perché non è vero) e, cioè, che il pericolo non esiste più. Basta fare una passeggiata in qualsiasi quartiere della città per capire che le norme di tutela e auto tutela sono completamente disattese. Il pericolo è proprio lì. Siamo sicuri che, se il virus tornerà e tornerà ruggendo (nessuno può dire se e come accadrà prima che venga commercializzato il vaccino), prima ancora che le autorità sanitarie possano intervenire, non si espanda in quantità tale da fare di nuovo tante vittime?
Che il pericolo resta non lo diciamo noi, ma il ministero della Salute: <È essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di testing-tracking-tracing in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia – si legge sul sito del ministero -. Per questo rimane fondamentale mantenere una elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico>.

Insomma: più tamponi, mascherine su naso e bocca, lavarsi spesso le mani ed evitare assembramenti. Ancora.

2 thoughts on “Liguria sopra indice di contagio 1. Prevenzione, l’abbiamo fatta bene?

  1. Quanto vi pagano per dare notizie allarmanti , creare panico e terrorizzare la popolazione???
    È l’unica spiegazione che mi viene in mente per questo vostro comportamento. IL VIRUS È MORTO, metterselo in testa.

    1. Sa cos’è? Che ha vinto una querela. Così lo vediamo cosa è. Lei si prepari a provare le fregnacce che ha scritto. Io inizio a prenotare le ricche ferie che mi farò con la cifra che le chiederò in Tribunale come risarcimento. Dovete imparare che la rete non è il bar.
      Si sforzi, la spiegazione la trova: non siamo inginocchiati a nessuno. E scriviamo solo notizie ufficiali, non interpretazioni politiche o negazioniste o che fanno comodo a qualcuno. A prestissimo. In tribunale 😉

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