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Ecco come la banda del carrozziere truffava le assicurazioni

Tutti i nomi delle 12 persone raggiunte da misure cautelari, a cui si aggiunge una quarantina di indagati

Falsi atti vandalici (come cofani e portiere rigati con un chiodo), grandinate che avrebbero rovinato la carrozzeria, ma anche incidenti stradali, usando spesso gli stesi mezzi che in un solo giorno passano da tamponato a responsabile del tamponamento. Su questo si basava l’organizzazione che ruotava attorno all’attività della carrozzeria Parodi di via Monte Cengio (traversa di corso Montegrappa, prevenendo dallo Zerbino), di proprietà della moglie del principale indagato.

A tirare le fila di tutto, secondo le indagini della polizia locale del reparto Giudiziaria, era Giuseppe “Gianni” Tacchella, 70 anni, leader carismatico dell’associazione a delinquere, organizzatore dell’attività criminosa che andava avanti e produceva incassi illeciti da almeno 10 anni e non ha interrotto la propria attività nemmeno durante il lockdown. Con la moglie, titolare dell’officina, il principale accusato dell’indagine denuncia 29 incidenti in 8 anni, tra il 2012 e il 2019. Si occupa di ogni cosa, chiede agli altri di fare sempre capo a lui e addirittura interviene quando i parenti dei complici fanno storie a proposito degli “affari” della banda.

Tacchella è stato condotto in carcere dagli agenti della Polizia Locale, mentre ai domiciliari è il comprimario di tutta la storia, l’avvocato Roberto Mucciolo, 44 anni, che secondo il reparto di Polizia Giudiziaria della PL genovese si occupava di intentare le cause contro le compagnie assicurative che resistono al risarcimento. Come si capisce dalle intercettazioni, l’avvocato Mucciolo è perfettamente a conoscenza delle frodi e, se del caso, sceglie e prepara testimoni falsi, istruendoli su quanto devono dire. Secondo gli investigatori, agisce in <totale spregio delle regole deontologiche>.

Nei guai anche suo padre, Giuseppe Mucciolo, 65 anni, che compare coinvolto in 19 sinistri. Chiede lui stesso di essere coinvolto nei falsi sinistri. Per l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare presso la sua residenza è stata usata particolare cautela, perché risultava possessore di diverse armi regolarmente registrate. Davanti alla porta di casa si sono presentati gli agenti del reparto Sicurezza Urbana con i giubbotti antiproiettile. Non si è, però, verificato alcun problema e le armi sono state consegnate ai Carabinieri che le hanno prese in custodia.

Altro legale coinvolto è Luca Zanin, 50 anni (sospeso dall’esercizio della professione per 6 mesi), per un certo periodo non utilizzato dall’organizzazione. È per questo lui sollecita più volte Tacchella spiegandogli di non avere nemmeno i soldi per andare in montagna e chiedendogli di affidargli nuovi casi, cosa che avviene proprio negli ultimi tempi.
Anna Triolo, 64 anni, amica di Tacchella, ora agli arresti domiciliari, aveva l’incarico di cercare le assicurazioni più economiche. A volte Tacchella le paga le bollette, le fa dei regali, poi le paga l’assicurazione. Suo compito è anche quello di individuare fenomeni atmosferici (ad esempio una grandinata) accaduti anche in altre regioni da usare come causa dei danni ai mezzi. La donna ha forte ascendente sul settantenne, tanto che riesce a convincerlo a “confezionare” un sinistro simulato alla macchina del figlio, su cui l’uomo non avrebbe guadagnato nulla perché la riparazione è avvenuta in Emilia Romagna. Lei, il marito, i due figli, il marito della figlia e un nipote compaiono coinvolti in ben 53 sinistri.

Coinvolto anche un ex commissario di Polizia locale in pensione, Anton Carlo Agrimonti, 70 anni, cugino della moglie di Tacchella. Lui, la moglie, la sorella e il marito di questa sarebbero stati coinvolti in 37 sinistri a volte come responsabili, altre come vittime, altre ancora come testimoni. La moglie di Agrimonti a volte non tollera i modi spicci di Tacchella e per questo discute col marito.

Bruno Angelo Bianchi 77 anni (dipendente della carrozzeria), la moglie e i due figli risultano coinvolti in 50 sinistri. È lui, in un intercettazione, a dire: <Lo sappiamo che percorso abbiamo fatto nella vita se non ci avessimo avuto dietro le assicurazioni che facevano cassa col lavoro […] non potevi neanche mandare i bambini all’asilo>.
Un altri dipendente della carrozzeria, Antonello Canu, insieme alla moglie, sono coinvolti in 13 sinistri, mentre Massimo Rosselli, 59 anni, anche lui dipendente, in 15.
Fabrizio Cattalano, 48 anni, la moglie e i suoi genitori sono coinvolti in 31 sinistri. La sua “collaborazione” è assai gradita a Tacchella, perché è proprietario di mezzi agricoli, il cui premio assicurativo non aumenta in caso di incidente.
Marco Travascia, 59 anni, un altro dipendente della carrozzeria, era l’esperto dei danni simulati, atti vandalici o incidenti. Secondo le intercettazioni viene spesso incaricato di crearli.

Giovanni Battista Sciallero, amico di Tacchella, è coinvolto in 6 incidenti. Secondo le intercettazioni ambientali, si è messo a disposizione del Tacchella stesso chiedendo però che non facesse <fare male a qualcuno>, cioè che non lo indicasse come responsabile di incidenti con morti o feriti.

Le tariffe

Ai testimoni venivano versati 300 euro, altri 300 (oltre alle spese legali) all’avvocato, 500 invece, al falso responsabile
<Oltre al paraurti davanti e al paraurti di dietro… quando uno fa una denuncia… gli devi dare 500 euro> dice Tacchella a un cliente.

Ritardi

Alcuni sinistri sono stati denunciati anche con mesi o anni di ritardo. In qualche caso l’auto usata per la falsa denuncia era stata demolita

Gli errori

Sulle prime, ogni particolare viene curato, ricostruito: orario verosimile (magari alla fine del turno di lavoro), luogo verosimile (il tratto di strada tra il lavoro e casa). Poi, però l’associazione a delinquere acquisisce sicurezza e bada meno ai “particolari”. Ad esempio indica alla guida di un sinistro avvenuto nel marzo 2014 una persone morta nel novembre dell’anno precedente o attribuisce la responsabilità di un sinistro a chi aveva appena indicato come vittima di un altro incidente e con il piede destro rotto, col quale certo non avrebbe potuto guidare.

Incidenti veri, testimoni falsi

C’è chi si rivolge a Tacchella perché, avendo subito danni al veicolo senza essere riuscito a individuare il responsabile, viene a sapere della sua capacità di “recuperare” i rimborsi assicurativi. Carrozziere trova un responsabile nella sua scuderia di simulatori e il gioco e fatto.
È provato dalla intercettazioni almeno un caso in cui, al momento della denuncia di un sinistro vero, la controparte sfodera un testimone che non c’era. In questi caso, Tacchella consiglia il cliente di trovare qualcuno che possa mentire a suo favore per bilanciare le testimonianze.
In qualche caso viene usata come testimone una cugina di Tacchella emigrata da tempo in Sud America o un inconsapevole parente dei coinvolti nell’associazione a delinquere.

I sequestri

Oltre ai documenti nella carrozzeria e negli studi degli avvocati, la Polizia locale ha sequestrato anche una ventina di veicoli, oggetto dei fasulli incidenti.

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