“Toti C’È”, una pagina Facebook satirica per il presidente “onnipresente”

L’immagine del profilo è un Toti-Superman con i muscoli del supereroe fasciati nella leggendaria tutina blu col mantello rosso, quella di copertina un Toti sul corpo del personaggio-cartoon Peter Griffin davanti al nuovo ponte su cui sta la scritta “Ponte a metano”

Il riferimento è alla gaffe del segretario della Lega Matteo Salvini (rappresentato come Pinguino di Batman) che ha dichiarato che il ponte <Si autoalimenterà grazie ai pannelli di metano>. Altra gaffe è stata quella del quartiere sbagliato sui post dell’ex vide premier: Bolzaneto anziché Certosa, cioè Rivarolo.

La pagina si chiana “Toti C’È” ( #TotiCÈ ) ed è comparsa oggi su Facebook. Potete vederla a questo link. L’autore si chiama Ugo Marini, è un manager genovese che, dopo la laurea in Economia all’Università di Genova, ha fatto il dottorato e frequentato un master in Inghilterra e da ormai diversi anni lavora tra Londra e Milano nel settore del Turismo. Ha 56 anni, una moglie inglese, due figlie gemelle. Adora Guareschi e Benni, possiede l’intera collezione del settimanale satirico “Cuore” rilegata, sottoscrive da anni l’abbonamento al Vernacoliere toscano, ha una passione per Forattini “prima maniera” mentre trova un po’ troppo provocatorio, <provocatorio a tutti i costi tanto da travalicare la satira>, il vignettista Vauro. Non nasconde che il suo cuore batte a sinistra, ma dice che non si riconosce in nessuno dei partiti del centro sinistra attuale.


Si è ispirato, dice, alle pagine satiriche dedicate sui social al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e ai tanti meme e video satirici su Zaia e altri governatori, come Cirio, Fontana, Zingaretti ed Emiliano. <Ho notato che su Toti c’è poco, praticamente nulla – prosegue Ugo – e ho deciso di mettere rimedio. Spero che i commenti non finiscano per esagerare. La satira è una forma di dissenso, non un insulto>.
E da cosa dissente l’autore delle vignette? <Di tante cose, che sono però oggetto di giudizio personale – risponde il manager imprestato ai social -. Come ha gestito Toti l’emergenza Covid? Secondo me è stato tra i peggiori, ma c’è chi la pensa diversamente. Sull’iper presenzialismo ad ogni straccio di evento a cui possa piazzare davanti a una telecamera, invece, non c’è interpretazione politica: è un dato di fatto. Finiremo per trovarcelo come guest star ai matrimoni come Nino D’Angelo a quelli del Napoletano> scherza Marini (ma non troppo, specifica). Una situazione tanto palese che ormai i commenti di critica sulle pagine dei giornali web sono quasi un plebiscito di “no” all’abitudine presidenziale di spuntare ovunque e parlare ovunque a favor di telecamera, quando va male sulla sua pagina social, anche quando un ruolo nella vicenda non lo avrebbe.
<Non faccio altro che ispirarmi a quanto di scrive su Facebook, per questo ho scelto questo mezzo – aggiunge il vignettista fai da te -. Proprio sulla pagina di GenovaQuotidiana e di altri media online ho notato che per il popolo dei social la premiazione con una targa a centrocampo, al Ferraris, di 5 rappresentanti delle categorie impegnate nell’emergenza ha suscitato un coro di indignazione e posizioni contrarie anche da utenti che votano a destra. La satira parte proprio dal punto debole dei soggetti: il lanciafiamme di De Luca, la matematica “creativa” dell’assessore lombardo Gallera. Il punto debole di Toti è “Il senso di Giovanni per le passerelle”, per parafrasare il titolo di un libro e di un film di qualche anno fa. Si concretizza in foto e video, interviste sui media, mesi di dirette Covid ogni giorno sui social. Come si diceva una volta, il Presidente si è “sovraesposto” e su questa sua debolezza che risulta a tratti tragicomica ho costruito le prime vignette già pubblicate. La campagna elettorale è ormai per quasi tutti una sorta di “via libera” ad atteggiamenti censurabili, solo che Toti approfitta del suo ruolo istituzionale per entrare nei cellulari e nei computer dei liguri e questo è ancora peggio>.

Dove vuole arrivare il “neo vignettista”? <Da nessuna parte – conclude -. La pagina è appena nata ed è un “divertimento sociale”, diciamo. Non è mia intenzione farne uno strumento di propaganda politica. È semplicemente un mettere alla berlina certi atteggiamenti, diciamo così, esuberanti sperando che chi li mette in atto si vergogni un po’ e abbia un guizzo di dignità politica. L’idea è quella di mettere a nudo il re perché torni a vestire panni meno elettorali e più istituzionali. Un esempio: con la ricostruzione del ponte, Toti c’entra poco o nulla, ha fatto tutto il sindaco Bucci. Eppure è chiaro che sta infrastrutturando una campagna elettorale basata sull’inaugurazione di una cosa per cui altri hanno lavorato. Tra l’altro, con modalità che, non sarà sfuggito a nessuno, spiacciono ai familiari delle vittime. A tutto c’è un limite e questo passa il limite. Non escludo, comunque, di aprire un’analoga pagina per il candidato del centrosinistra, sempre che riesca a trovarne uno entro l’apertura delle urne. Se avrò tempo aprirò anche un account su Twitter, ma per ora va bene così. Il settore in cui lavoro è stato particolarmente colpito dal lockdown e dalle conseguenze della pandemia e risalire la china non sarà facile: ho parecchio da lavorare per ricostruire. Un consiglio da tecnico a Toti sul mio settore lavorativo, però, lo voglio dare. È inutile fare carte false per “coprire” mediaticamente l’immagine della Liguria in coda per poi, magari buttare i turisti nelle code in autostrada o sulle statali ingolfate. L’esperienza che i villeggianti partiti dal nord riportano a casa è pessima e rischiamo che prendano definitivamente la via di altri lidi. Meglio avvertirli prima di quel che li aspetta, favorendo la consapevolezza di quello che in Liguria andranno ad affrontare, sperando che finisca presto. In quello che sta succedendo, a diverso titolo, c’è la responsabilità di tutti: del governo presente e di quelli passati, ma anche di Toti, perché la Regione ha competenza sulle manutenzioni autostradali. Se ora siamo tutti in coda lo dobbiamo anche alla mancata sorveglianza della Regione stessa. La situazione è drammatica per le imprese del turismo, sarebbe auspicabile che tutti smettessero di usarla come argomento di campagna elettorale e cominciassero a collaborare realmente tra loro per risolvere il problema>.

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