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Ducale, ripartenza col botto: sempre tutto esaurito per le Ninfee e bilancio in pareggio

Il Palazzo ha aperto primo tra i luoghi della cultura genovesi (pochi sono aperto anche adesso). Dopo il prolungamento della mostra di Bansky, il quadro di Monet, poi incontri di poesia, concerti, letture teatrali e persino il cinema. Nonostante l’anno horribilis per turismo e cultura, bilancio 2019 chiuso in pareggio. La soddisfazione del presidente Bizzarri e del direttore Bertolucci che hanno cavato parecchi conigli dal cilindro permettendo al contenitore della cultura genovese di invertire la tendenza rispetto al passato e rispetto ad altre realtà analoghe

Sui social, la soddisfazione del presidente Luca Bizzarri e del direttore Serena Bertolucci, un manager culturale che ci invidiano non solo in Italia e che anche al Ducale, dopo che a Palazzo Reale, ha saputo dimostrare il suo valore.
La visita alle “Ninfee” di Monet ha collezionato circa 300 visitatori al giorno da quando, il 12 giugno, ha aperto. 100 gli accessi consentiti dalle misure Covid, di persone singole o gruppetti di persone conviventi. Mamme e papà arrivano con figli di ogni età.

Bizzarri

Questo è un post autocelebrativo.
È il 24 giugno di un anno strano, difficile, tragico. Palazzo Ducale è aperto da più di un mese, primo luogo della cultura a Genova (tra i primi d’Italia) a riaprire, in questo mese abbiamo fatto già due mostre: Banksy nei primi giorni (sempre esaurito) e Monet adesso (sempre esaurito); in questo mese abbiamo fatto incontri di poesia, concerti, letture teatrali e persino il cinema ridando vita al Palazzo e rispettando nel frattempo tutte le linee guida per garantire la sicurezza dei nostri visitatori. Il personale, che non ha MAI smesso di lavorare (neppure da casa inventandosi una Mostra virtuale unica al mondo) in questo mese si è impegnato oltre ogni limite e ho visto personalmente il Direttore fare la guida alle mostre e al Palazzo, l’ufficio stampa misurare la febbre, il vice direttore regolare il traffico, il segretario e i tecnici di sala fare la biglietteria, fotografi e informatici accogliere i visitatori, ognuno dei nostri collaboratori dare il massimo e più del massimo per il bene comune e per permetterci, anche in un anno così complicato, di chiudere il bilancio in pareggio dopo aver prodotto e distribuito (soprattutto gratuitamente) conoscenza: lo scopo della Fondazione.
Questo è fare cultura, questo è fare politica. Perché “la cultura senza politica non è cultura e la politica senza cultura non è politica”.
Grazie a tutti i collaboratori, i visitatori, i cittadini gli sponsor che ci aiutano e ci aiuteranno, grazie a tutti gli organi di informazione, dai giornali locali e nazionali alle televisioni locali e nazionali che ci hanno aiutato in questo mese difficile e grazie a quelle istituzioni che con il loro sostegno garantiscono la nostra indipendenza.
Ho ringraziato tutti, non ho dimenticato nessuno.

Bertolucci

Non c’è nulla da aggiungere. Se non anche il mio ringraziamento a tutta la gente del ducale che ha reso possibile la meraviglia di questo primo mese. Senza clamore, ma con tanto lavoro e dignità.
Non è facile aprire i luoghi della cultura in questi tempi. Purtroppo quanto si raggiungono traguardi con tanta naturalezza sembrano facili, ma in realtà sono le persone che rendono possibile l’impossibile con fatica e disponibilità. Ringrazio il nostro presidente per aver reso questo sforzo, invisibile a molti, finalmente visibile.

Sotto: l’articolo e il video con le interviste a Bizzarri e Bertolucci.

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