Scompare Alfredo Biondi, storico leader del Partito Liberale

Avrebbe compiuto 92 anni lunedì prossimo. Genovese d’adozione, fu eletto deputato per la prima volta nel 1968 e ministro 3 volte (politiche comunitarie, ecologia e e giustizia) con premier, rispettivamente, Fanfani, Craxi e Berlusconi. Il decreto che porta il suo nome, ai tempi di “Mani Pulite”, cancellò la custodia cautela in carcere per il reato di corruzione portò alla scarcerazione di circa 2.000 persone, tra cui l’ex ministro De Lorenzo, ex collega di partito del guardasigilli

Pisano di nascita e genovese di adozione, avvocato, decano dei Liberali, Alfredo Biondi, genoano doc (tanto che anche l’account twitter del Genoa – di cui è stato legale – lo ricorda oggi), fu 3 volte ministro e 4 vice presidente della Camera. Nel 2018 ricevette il Grifo, riconoscimento del Comune di Genova. Fu anche goliarda: <Essere goliardi è per me è una qualità: richiama la giovinezza, l’ironia e in generale la cultura liberale>, diceva. Eletto in parlamento dal 1968 al 1972 e poi, ininterrottamente, dal 1979 al 2008). Nel 2004 diventò presidente del Consiglio Nazionale di Forza Italia, massimo organo collegiale del partito. Nel 2008 non venne reinserito nelle liste del Popolo della Libertà per le elezioni parlamentari. Il 26 ottobre 2010 lasciò la Direzione Nazionale del PdL, per la mancanza di dibattito interno al partito e per una visione a sua detta feudale. Il 5 marzo 2011, in occasione del Consiglio Nazionale del PLI, ritornò nel Partito Liberale Italiano. Fu presidente dell’Unione liberale di centro, l’associazione liberale promossa da Raffele Costa. Nel 2014 fondò assieme a Renato Altissimo e Carlo Scognamiglio il movimento politico “I Liberali”.

Il decreto che porta il suo nome, quando era ministro della Giustizia, ai tempi dell’inchiesta Mani Pulite, fu approvato all’unanimità dal consiglio dei ministri dopo il pressing di Berlusconi perché così fosse. Era il giorno della semifinale Italia-Bulgaria ai Mondiali di calcio in Usa: non il giorno migliore per le discussioni. Vennero immediatamente scarcerati 2000 in custodia cautelare in carcere. Tra questi l’ex ministro De Lorenzo, già collega di partito di Biondi. Da lì nacque lo scontro tra Forza Italia e la Lega, con l’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni che disse di aver ricevuto una bozza del decreto che non corrispondeva al testo portato all’approvazione. Il pool dei magistrati di Mani Pulite minacciò le dimissioni e anche nella maggioranza ci furono molte voci critiche, tanto che il decreto fu poi bocciato alla camera con in quasi plebiscito: 418 no, 33 sì e 41 astenuti. L’opinione pubblica aveva bocciato sonoramente il provvedimento e la politica si era adeguata.

Reazioni

Roberto Cassinelli (che ha dato l’annuncio della scomparsa sulla sua pagina Facebook): <Il vecchio leone ci ha lasciati. Dopo 92 anni spesi al servizio del Paese, dell’idea liberale e della sua famiglia, questa notte è scomparso Alfredo Biondi. Se ne va l’ultimo dei grandi liberali, il baluardo di una generazione che cambiò l’Italia strappandola alla dittatura e portandola sulla via della democrazia e del progresso sociale ed economico.
Il dolore è grande, ma non quanto il contributo di idee e di azione che Alfredo ci lascia. Perdo un amico fraterno, un maestro, una guida. Con lui ho condiviso decenni di battaglie, iniziative, campagne elettorali. Gioie e dolori, successi e amarezze, vittorie e sconfitte. Senza mai venir meno ai valori dell’onestà intellettuale, della lealtà e della correttezza. Mi aveva visto nascere. Io, bambino, lo vedevo riunirsi per ore e ore con mio padre ed il gruppo di dirigenti liberali. Ammiravo, ascoltavo ed imparavo. Fino all’ultimo, nonostante l’età e la stazza, per lui sono stato “Robertino”. Mi mancherà sentire la sua voce calda e roca, così orgogliosamente toscana, chiamarmi in quel modo. Riposa in pace, grande Alfredo. Che la terra ti sia lieve.>.

Gianni Plinio: <La Liguria perde uno dei suoi rappresentanti migliori. Con Alfredo se ne va un altro grande signore della politica. Sempre in prima fila nelle battaglie di libertà .Ricordo i suoi arguti interventi a Tursi allorché eravamo -lui del PLI ed io del MSI- all’ opposizione della Giunta di sinistra Merlo-Burlando. Resterà  un esempio di integrità, valore professionale e passione politica>.

Il Gruppo Consiliare Comunale della Lega esprime <il cordoglio per la scomparsa dell’onorevole Alfredo Biondi, figura stimata per Genova e per l’Italia.Un’altra figura politica che ha sempre sostenuto e difeso i principi costituzionali della nostra Repubblica e di cui l’Italia sentirà la mancanza, così come per tutti quei politici che hanno saputo dare all’Italia la libertà e quei valori inestimabili per ciascuno di noi>.

Roberta Pinotti: <Esprimo alla famiglia cordoglio per la scomparsa di Alfredo Biondi, un uomo politico profondamente liberale che ha sempre portato questa sua cifra nelle istituzioni democratiche, nel corso della sua lunga carriera. Di lui ricordo l’intelligenza arguta e l’ironia fulminante, esercitata sempre con benevolenza e positività. Un illustre concittadino che ha sempre lavorato per Genova e per la Liguria>.

Franco Senarega: <Nell’esprimere profondo cordoglio alla famiglia per la scomparsa dell’avvocato Alfredo Biondi, ricordo che il grande liberale genovese fu un illustre concittadino perché nella sua lunga carriera di politico nelle istituzioni, anche come ministro della Repubblica, lavorò sempre con intelligenza, serietà e valore professionale nell’interesse del nostro territorio. Genova e la Liguria hanno perso un valido politico, che fu sempre in prima linea nelle battaglie per la libertà>.

Carlo Bagnasco e coordinamento regionale Forza Italia: <Con Alfredo Biondi se ne va un pezzo della migliore tradizione politica italiana, interprete di quella grande cultura liberale che è alla base, insieme alla cultura cattolica e a quella socialista, della nostra democrazia, della nostra Repubblica e della nostra ossatura istituzionale. Con Alfredo se ne va anche un pezzo importante della storia di Forza Italia, di cui egli ha espresso in modo schietto e sopraffino, con una passione indomita per la libertà, la cultura garantista. Il coordinamento regionale di Forza Italia ne piange la scomparsa, esprimendo assieme al dolore la gratitudine per averlo avuto al fianco per tanti anni nella nostra Genova e nella nostra Liguria. La cultura, la preparazione e l’intelligenza politica di Biondi sono un patrimonio per il nostro partito e per il Paese. Un patrimonio che abbiamo il dovere di conservare e trasmettere a chi, oggi, decide di impegnarsi nell’agone politico>.

Giovanni Toti: <È con grande dispiacere che esprimo il cordoglio mio e di tutta la Giunta regionale per la scomparsa di Alfredo Biondi. Alfredo Biondi era un uomo dello Stato che ha attraversato la storia della nostra Repubblica servendo le Istituzioni. Oggi il Paese perde un grande politico liberale e un grande combattente che ha speso la sua vita per le Istituzioni>.

In copertina: Biondi (a sinistra) con Roberto Cassinelli

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