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Il Pd: «Genova è l’unica grande città che non rinvia il pagamento della Tari»

I consiglieri comunali Dem: <Vista la situazione di grande sofferenza di liquidità per famiglie e imprese, non si poteva rinviare il pagamento a dopo l’estate come Milano, Roma, Bologna, Napoli e Torino?>

<Genova è praticamente l’unica delle grandi città italiane in cui il Comune non ha rinviato a dopo l’estate la scadenza per il pagamento della tassa sui rifiuti – dicono al gruppo Pd del consiglio comunale -. In questi giorni, cittadini, imprese e commercianti si sono visti recapitare la richiesta di pagamento dell’acconto, pari all’83% del dovuto per le utenze casalinghe e al 50% per negozi, uffici e imprese. Il sindaco Bucci ha dato la colpa al Governo, ma tutte le altre grandi città hanno prorogato la scadenza in autunno: Milano al 15 settembre; Roma al 30 settembre; Bologna al 30 settembre; Napoli al 30 ottobre; Torino ha rinviato le scadenze non domestiche al 16 dicembre. Gli esempi delle altre grandi città dimostrano che evidentemente si poteva concedere un ulteriore slittamento, senza mettere a rischio gli equilibri di bilancio, grazie anche Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali” istituito dall’art. 106 del Decreto Rilancio, con cui il Governo ha stanziato 3 miliardi di Euro a favore dei Comuni e 500 milioni a favore delle Province, per ristorarli delle mancate entrate a causa dell’emergenza Covid. Genova ha già incassato il 30% del Fondo, e il resto arriverà entro il prossimo 10 luglio. Grazie anche a queste risorse, è difficile pensare che un rinvio a settembre della Tari avrebbe creato problemi di liquidità. Si poteva seguire l’esempio delle altre grandi città, che hanno alleggerito le scadenze tributarie dei loro cittadini. Ma la Giunta Bucci ha scelto diversamente>.

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