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Cup: ancora 12 giorni di attesa, con 20 di ritardo rispetto agli annunci

In alcune Asl ci sarebbero ancora da smaltire le vecchie prenotazioni, ma se sono state congelate quelle nuove, perché non si riprende esattamente da dove il servizio è stato interrotto all’inizio dell’emergenza, ripartendo anche con le prenotazioni stesse? La ripresa era stata annunciata dalla Regione per i primi di giugno, invece slitta di tre settimane. E non sarà a pieno regime

<In vista della riapertura del Cup – ha detto l’assessore alla sanità Sonia Viale – abbiamo dato mandato alle aziende di fare monitoraggio sulle agende per capire a che punto è lo smaltimento delle visite già prenotate fino all’otto marzo. Alcune hanno già smaltito tutto l’arretrato  e quindi sono capaci, per alcuni tipi di prestazioni e di visite, di aprire immediatamente l’agenda per inserire nuove prenotazioni. Altre sono in difficoltà o stanno finendo le visite prenotate e sospese>.

Ma il servizio è stato, semplicemente congelato e non ci sono nuove prenotazioni (quindi la lista non si è allungata dal momento dell’interruzione), perché non si riprende, semplicemente, da dove si è interrotto?

<Si comincerà naturalmente con la giusta gradualità, dato che per le regole di sicurezza i tempi di svolgimento delle visite sono cambiati – ha detto Viale -. Chiederemo di aprire anche il sabato. Parallelamente agli ambulatori verrà riaperta anche la libera professione>. Insomma, il 22 giugno non riprenderanno prenotazioni e prestazioni a ritmo regolare, come dire che prima di andare a regime ci vorrà del tempo. Monitoreremo la situazione per capire a quale ritmo si andrà vero la normalità.
Però, chi ha fretta si potrà rivolgere alla “libera professione” che sarà autorizzata a ripartire (ed è già piena di prenotazioni). Pagando, naturalmente.

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