Tamponi, Liguria: ancora meno test, ma infetti 3 ogni 100
Su quattro morti tra le 14 di ieri e le 14 di oggi, 3 avevano meno di 65 anni. Il più giovane ne aveva appena 48. L’età media dei deceduti è di 66,75 anni – I NUMERI DI OGGI
Decessi
Ieri si è verificato un decesso (fuori dalle strutture ospedaliere, perché, come si è detto ieri, lì non ce n’erano stati). Tra le 14 di ieri e le 14 di oggi invece segnalati ben 4 morti negli ospedali, uno al San Martino (un uomo di 64 anni), due al Villa Scassi e (tra cui un uomo di 48 anni e uno di 99) e uno a Savona (una donna di 56 anni). Vero è che avevano tutti comorbidità, ma tra queste ci sono, ad esempio, anche il diabete o l’obesità che non avrebbero certo causato morte immediata: c’è gente che ci convive per decenni e fino a morte in età avanzata. L’età media dei deceduti oggi crolla vertiginosamente rispetto alla media. Il conto dei decessi potrebbe aumentare con eventuali morti in casa e nelle Rsa. I guariti sono stati 70.
Tamponi
Ancora meno rispetto al solito (quando sono sempre stati, rispetto alla popolazione, i più bassi tra le regioni più colpite e anche più bassi di alcune regioni meno colpite) i tamponi effettuati. Siamo ben lontani dai 3 mila tamponi/giorno (nemmeno una cifra straordinaria) lungamente promessi dalla sanità regionale e mai raggiunti. Oggi sono stati appena meno della metà: 1.273 dei quali solo 514 primi tamponi a nuovi casi (gli altri sono solo tamponi diagnostici per accertare le guarigioni di persone già certamente positive) e di questi, 15 sono risultati infetti, cioè il 2,9% del campione.
Sinceramente, non comprendiamo il senso di continuare a diminuire i tamponi mentre le altre regioni che dalla pandemia stanno uscendo meglio continuano ad aumentarli. Chiaramente, il numero dei nostri infetti, con un così basso numero di tamponi, non può che risultare ampiamente sottostimato (chi non cerca non trova). Quanti asintomatici si muovono sui nostri mezzi pubblici, bus e treni, dove il rispetto delle distanze di sicurezza, di fatto, non esiste?
| Regione | Primi test oggi | Primi test ogni 100 mila abitanti oggi |
|---|---|---|
| Lombardia | 3.628 | 360 |
| Piemonte | 2.168 | 490 |
| Emilia Romagna | 2.389 | 530 |
| Veneto | 4.401 | 890 |
| Liguria | 514 | 330 |
| Regione | Primi test oggi | Nuovi positivi oggi | Infetti rispetto ai testati oggi |
|---|---|---|---|
| Lombardia | 3.628 | 187 | 5,15% |
| Piemonte | 2.168 | 57 | 2,62% |
| Emilia Romagna | 2.389 | 19 | 0,79% |
| Veneto | 4.401 | 8 | 0,33% |
| Liguria | 514 | 15 | 2,91% |
| Regione | Casi testati* | Numero infetti* | Infetti rispetto ai casi testati* |
|---|---|---|---|
| Lombardia | 447.874 | 89.205 | 19,9% |
| Piemonte | 211.174 | 30.715 | 14,5% |
| Emilia Romagna | 201.267 | 27.828 | 13,8% |
| Veneto | 340.051 | 19.162 | 5,6% |
| Liguria | 60.631 | 9.734 | 16,0% |
La Liguria è oggi terza per maggior numero di contagi per abitante mentre è seconda per quanto riguarda il maggior numero di nuovi contagi per abitante nell’ultima settimana.


I (pochi) tamponi liguri forniscono una statistica attendibile?
L’epidemia sta dando segnali di affievolimento grazie al lockdown e alle misure di sicurezza, ma non ovunque allo stesso modo. Nonostante la grande quantità di test (che creano un campione di grande attendibilità rispetto alla popolazione), la frenata del virus nel Veneto è la più evidente (tabella nº2). Il numero dei testati in Liguria è sufficiente, essendo così basso, per determinare la reale condizione dell’epidemia nel nostro territorio, soprattutto alla luce delle testimonianze di tanta gente che dice di aver aspettato decine di giorni per avere il tampone (e di averlo ricevuto dopo la positività al test sierologico risultando negativo a quello molecolare vista la quantità di tempo passato dal contagio) o di non averlo ricevuto mai? Il campione è significativo e realistico? Nonostante l’esiguo numero di test, comunque la percentuale di infetti rispetto ai testati (tabella nº 3) in Liguria è molto alta, seconda solo alla Lombardia, tanto che la nostra regione resta proprio insieme alla Lombardia, nel primo quadrante del piano cartesiano costruito mettendo nelle ascisse la media dei nuovi casi degli ultimi 7 giorni ogni 100 mila abitanti e nelle ordinate l’incremento settimanale percentuale di casi totali.


Il caso Genova
Quello che si capisce, nonostante l’esiguo numero dei test rispetto alle altre Regioni più colpite, è che è Genova a raccogliere di gran lunga il maggior numero di casi totali in Liguria e che il grafico, rispetto alle altre province dove si sta stabilizzando, è ancora in ascesa.

Per quanto riguarda, invece, il dato pesato rispetto al numero degli abitanti, il poco ambito primato spetta a Imperia




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