Dal 3 giugno aperti i confini regionali e nazionali. Liguria: continuano a calare i tamponi

Confermata la data del 3 giugno per il via libera degli spostamenti tra regioni e per l’apertura dei confini nazionali ai paesi europei. Per l’apertura ai paesi extra Ue resta per il momento confermata la data del 15 giugno. Il Liguria, ieri, ancora 7 i morti

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto che <Il decreto legge vigente prevede dal 3 giugno la ripresa degli spostamenti infraregionali e al momento non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti>. L’Istituto superiore di Sanità non ritiene che ci siano le condizioni per continuare a bloccare gli spostamenti, anche se è chiaro a tutti che l’incidenza dei casi <è molto eterogenea> nella penisola e le autorità sanitarie nazionali sono pronte territorio nazionale sono pronte a isolare subito eventuali nuovi focolai. Non bisogna dimenticare che l’epidemia che ha mietuto fino ad ora 33.229 vite umane è partita da un solo caso.

Tabella ministero della Salute

Ieri in Liguria i dati ufficiali parlano di 14 contagiati e, purtroppo, ancora 7 morti. 136 i guariti con due tamponi negativi. L’indice di contagio (0,15%) è sceso sotto la media nazionale (0,22%; Lombardia 0,40% e 354 nuovi contagiati ieri). Altre regioni tra quelle più colpite (come la nostra) sono invece scese a percentuali minime: Veneto +0,05% e 9 contagiati, Toscana +0,02 e 2 contagiati.

Tamponi in Liguria in continuo calo negli ultimi giorni – I NUMERI E LE DIFFERENZE TRA LIGURIA E VENETO

Importantissimo, sempre e sempre di più mano a mano che si procede con le aperture, è monitorare i contagi.
In Liguria, però, il numero dei tamponi continua a scendere: mercoledì erano stati 2.157, giovedì 1.790 (367 in meno, -17%), ieri, venerdì, ancora di meno: 1.548: 609 (28,2%) in meno rispetto a mercoledì; 242 in meno (13,5%) rispetto a giovedì. Tutto questo mentre il Veneto (che ha gestito meglio di tutti l’emergenza sanitaria e ha puntato sullo screening dall’inizio, in modo da individuare subito anche i casi asintomatici e isolarli perché non propagassero l’epidemia), ieri ha fatto 12.925. tamponi.

Vero che la regione del Nord Est ha tre volte la nostra popolazione, ma i tamponi effettuati sono più di sei volte i nostri dall’inizio dell’epidemia (645.049 il Veneto, 102.173 la Liguria) e più di otto volte i nostri solo ieri. Segno che, con l’allentarsi dell’epidemia, il Veneto aumenta i test mentre la Liguria negli ultimi giorni li ha diminuiti (tra l’altro non raggiungendo mai i 3 mila tamponi promessi con l’avvio del laboratorio al San Martino) per cui non ha investito materialmente la sanità regionale, ma finanziatori privati convinti, alla luce dei risultati, che il metodo Veneto sia quello giusto. Nonostante l’epidemia sia partita, oltre che in Lombardia proprio in Veneto, i contagiati accertati sono 19.138 su una popolazione di 4,9 milioni di abitanti (0,39% della popolazione contagiata) mentre in Liguria sono 9.619 su una popolazione di 1,5 milioni (0,64% della popolazione contagiata, lo 0,25% in più che, in termini matematici e ipotetici, raffrontati alla popolazione reale, significa 3.750 persone infette in più su 9.619 col “metodo Liguria” rispetto al “metodo Veneto”). Ovviamente, mentre l’età avanzata della popolazione incide sugli esiti fatali della malattia, non influisce invece sul numero dei contagi. Chiaro che meno tamponi in modalità di screening si fanno meno positivi asintomatici (quelli che non sanno di esserlo e quindi vanno in buona fede in giro col rischio di infettare altri) si trovano.
È quindi curioso che il Veneto, pur avendo fatto più test molecolari, abbia meno infetti in rapporto alla popolazione.

Primi tamponi

Come conta, dunque, la sanità Ligure di individuare e isolare eventuali nuovi focolai ora e dal 3 giugno, quando sarà ancora più importante? Il Veneto ha deciso di continuare coi tamponi a tappeto.
La Liguria ieri ha testato solo 637 persone mai testate prima (i secondi e terzi tamponi sono spesso negativi perché i test si fanno a scomparsa dei sintomi per certificare la guarigione) mentre il Veneto ne ha testate 3.698. Ricordiamo che il Veneto ha poco più di 3 volte la popolazione della Liguria e se si mantenesse sugli standard della nostra regione avrebbe dovuto effettuare, in proporzione, meno di 2.000 primi tamponi. La differenza di approccio al contenimento del contagio è evidente, il risultato anche.


In Liguria ieri sono stati trovati 14 nuovi positivi su 637 primi tamponi (2,19% dei testati) in Veneto 9 nuovi positivi su 3.698 primi tamponi (0,24% dei testati). Anche percentualmente la differenza è evidente: 2,19% a 0,24%


Nelle tabelle sotto (Fonte: protezione civile nazionale, elaborazione Covidguard) il confronto dei tamponi effettuati da Regioni e Province autonome sia in senso assoluto sia in rapporto con la popolazione.

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