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Ravecca, Ambulanza Covid bloccata dai tavolini di un locale – FOTO E VIDEO

Soccorritori in tuta anti contagio a piedi con la barella per raggiungere la persona da soccorrere. Arriva una coppia col passeggino e deve spostare un tavolino per passare. Proteste anche a Carignano per gli spazi occupati e per i clienti “espansivi”

È successo stasera: un’ambulanza è entrata in senso di marcia in via Ravecca in senso di marcia, da Sarzano verso Porta Soprana. Ma ha incontrato i tavolini dei dehor concessi dal Comune gratuitamente secondo il decreto statale per aiutare i pubblici esercizi rimasti a lungo chiusi. Via Ravecca, però, è piccolissima: con i tavolini non passano le auto. Poco male, perché è isola pedonale. I mezzi di soccorso, però, devono poter passare, sia le ambulanze sia quelli dei vigili del fuoco, generalmente più grandi. L’accordo è, quindi, che in stato di necessità i tavolini devono essere spostati velocemente per fare passare i mezzi. Questo stasera non è successo, come si vede dal video. Un abitante, che da tempo segnala il potenziale pericolo, ha ripreso quanto accadeva nel luogo pubblico (ne ha pieno diritto) e ha segnalato quanto accaduto.

Nel video si vede l’ambulanza lasciata tra i primi tavolini di via Ravecca e gli ultimi di piazza Sarzano e i soccorritori con le tute bianche “anti covid” percorrere la strada a piedi, portando con sé una barella. Una persona è stata raggiunta in casa, soccorsa in codice giallo (di media gravità) e trasportata al Galliera. Ma che sarebbe successo se si fosse trattato di un codice rosso, cioè di una persona in pericolo di vita, di un intervento in cui i secondi fanno la differenza tra la vita e la morte? Che sarebbe successo se fosse dovuto passare un camion dei vigili del fuoco per un incendio?

Il problema esplode così nella sua gravità. Vero che gli esercenti vanno aiutati il più possibile dopo la chiusura per il Covid: i loro sono posti di lavoro che non bisogna perdere. Vero anche che la sicurezza di tutti i cittadini ha sempre la precedenza e se non si è in grado di sbaraccare velocemente gli allestimenti esterni concessi in deroga (anche al Codice della strada, legge nazionale), il pericolo che questo genera non è tollerabile. Questione di buonsenso e di collaborazione tra esercenti e cittadini in un momento difficile. I dehors sono stati autorizzati dall’assessorato al Commercio che dovrebbe verificare che non ci siano disagi o, peggio, pericoli per gli abitanti.

Il presidente del Municipio I Centro Est Andrea Carratù, avvertito questa sera della situazione e dopo aver visto il video commenta: <Sicuramente non si può non controllare bene ciò che si concede>.

Tra l’altro, con l’ambulanza “mollata” giocoforza dagli operatori costretti a scendere e a farsela a piedi, una coppia arrivata col passeggino, per passare, ha dovuto spostare un tavolino (vuoto) perché nemmeno quello è stato spostato dal titolare per agevolare il transito dei pedoni. [Sotto: la sequenza delle foto con i due genitori che hanno fatto fatica a passare]

Altre proteste per i dehors “espansivi” arrivano da Carignano, dove un locale di via Corsica ha riempito un lungo tratto di strada. I clienti si siedono in tre o quattro nei tavolini da due posti e impediscono il passaggio dei pedoni sul marciapiede (tanto più se questi spingono un passeggino o se sono disabili in carrozzina).
Sempre da Carignano, in un post pubblico sul gruppo di quartiere una cittadina si preoccupa che un nuovo dehors in corso Andrea Podestà possa essere pericoloso.

C’è di più: il dehors non è rappresentato solo da tavolini, ma da pedana e da una struttura in carpenteria di ferro che si presuppone dovrà sostenere una tenda. Sembrava di capire che le pedane non erano comprese nell’autorizzazione “free” del Comune, anche se la legge nazionale le prevede. Al momento non sono previste richieste autorizzazioni né pagamenti, ma dal 1º gennaio 2021 saranno necessari gli uni e gli altri. Con tutti gli adempimenti del caso. Davvero una struttura in carpenteria (che ha un certo costo) è stata realizzata solo per 7 mesi? Dal “liberi tutti” del decreto statale, ovviamente, sono esclusi il rispetto delle norme del Codice della strada e di sicurezza e le autorizzazioni della Soprintendenza che, dove servono, devono essere acquisite in caso di strutture impattanti.

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